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Pedro Almodòvar: Sex & Death sull’aereo più pazzo del mondo

Attualità, Interviste, Personaggi

14/03/2013

“Purtroppo credo sia un Papa della continuità e questa – certamente – non è una buona notizia. Non mi voglio dilungare su questo argomento proprio nella città dove c’è il Vaticano, ma – se posso – intendo cogliere l’occasione per suggerire una serie di cose cose al Papa.” Pedro Almodòvar a Roma per presentare la commedia Gli Amanti Passeggeri in cui c’è un evidente ritorno al passato dei primi film diretti dal regista spagnolo, all’indomani dell’elezione di Francesco I al soglio pontificio non perde l’occasione per dimostrare la sua grande attenzione ai temi della società insistendo sulla necessità della Chiesa cattolica di una modernizzazione che l’avvicini al nostro tempo così come non è mai accaduto, almeno fino ad ora.

Il regista premio Oscar dice di non avere alcuna opinione del nuovo pontefice e di non averlo visto durante il suo discorso di saluto sul balcone di San Pietro, ma solo di avere letto i commenti, al momento, entusiastici sulla stampa spagnola e italiana. “Come regista non so esprimere un giudizio su quello che sembra della persona, ma quello che posso fare è, invece, offrire al Papa una serie di richieste.” Continua Almodovar che spiega “Per favore, faccia in modo che le donne siano nella stessa categoria degli uomini. E’ vero, le donne soffrono cose orribili in tutto il pianeta, e la Chiesa in questa parte del mondo deve offrire parità tra sacerdoti e sacerdotesse. Inoltre chiedo l’abolizione del celibato in modo da ottenere un duplice beneficio: da un lato scomparirebbero gli abusi sessuali, dall’altro, consentendo ai preti di sposarsi comprenderanno meglio la vita delle persone che oggi conoscono solo in sede teorica. Ovviamente quando parlo di matrimonio parlo di tutte e tre le forme possibii: donna – uomo, donna – donna, uomo – uomo.”

Il film di Almodòvar che racconta la storia di un gruppo di persone su un aereo alle prese con un possibile disastro è stato da molti considerato come una metafora della situazione spagnola “La differenza è che non sappiamo se atterreremo mai e ci sarà un lieto fine. Come i protagonisti del mio film, la Spagna continua a procedere su una rotta ellittica in attesa di un aeroporto sicuro dove atterrare, che, però, nella realtà non c’è ancora” Dice amaramente il regista “Siamo tutti preoccupati da quanto sta avvenendo nel mio paese e, personalmente, il mio ritorno ad un tipo di commedie che ha anche un sapore anni Ottanta, è dovuto alla nostalgia che ho nei confronti del senso di libertà e ottimismo che respiravamo in quegli anni e che oggi in Spagna è completamente sparito.” Le ragioni che hanno portato Almodovar a realizzare una commedia spensierata e sexy hanno a che fare con la richiesta diretta del pubblico.

“Non è che io faccia film su commissione da parte di chi incontro per caso, ma durante l’unica pratica di sport che faccio, ovvero camminare per le strade di Madrid, moltissime persone mi hanno chiesto un’altra commedia e questa storia mi divertiva molto, perché mi dava la possibilità di avere delle persone alle prese solo con le loro parole e di doversi confessare gli uni con gli altri. Una pratica che oggi avviene senza remore solo in televisione. Qui gli schermi sono spenti e la gente deve interagire per confessarsi e raccontarsi gli uni agli altri. E’ un film sul potere delle parole.”

Cinematograficamente il regista dice di non avere pensato ad Airport o a L’aereo più pazzo del mondo “L’11 settembre è ormai distante credo si possa davvero a fare un cinema sugli aerei più leggero e divertente come nel caso della serie Pan Am che era una commedia. Non è necessario essere sempre drammatici quando si fa un cinema legato a queste storie. Il realtà l’occasione è quella di mettere delle persone dinanzi alla possibilità di un imminente disastro e osservare le loro reazioni.” A Primissima che gli chiede con chi sceglierebbe di partire in aereo se con un comandante come il suo o come il Denzel Washington di Flight, il cineasta risponde “Con il mio comandante senza dubbio, perché è un professionista che sa risolvere i problemi tecnici così come i casini della sua vita privata.”

Un film nato dalla reazione ad esperienze aeree sgradevoli? Almodòvar non ha alcun dubbio “Non ho mai vissuto nulla di estremo come passeggero, non sono un appassionato dei viaggi, ma della possibilità del racconto.” Altro tema ricorrente del cinema di Almodòvar è la morte: “E’ vero da quando la mia mamma non c’è più ci penso sempre ed è un qualcosa che non mi spiego e non capisco. Temo la morte, perché non ho alcuna fede. La fede è un dono e io ne sono privo, così il mio cinema guarda a questo evento come a qualcosa di inspiegabile e traumatico.”

Pedro Almodòvar conclude: “Del resto non sono solo: sesso e morte sono i temi più presenti nelle storie degli uomini dall’inizio dei tempi, e sono anche quelli più affascinanti.” 

Scritto da Marco Spagnoli
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