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‘Passione’ napoletana per Turturro

Attualità, Conferenze stampa

12/10/2010

''Mi auguro che gli spettatori rimangano svegli''. Con molta umiltà e molta simpatia il regista italoamericano John Turturro, presenta a Roma, dopo gli applausi alla Mostra di Venezia, la sua Passione in uscita il 22 ottobre. Viaggio musicale e 'antropologico' con gli occhi di uno straniero nella città più bella e controversa della penisola. La conferenza, moderata da Vincenzo Mollica, inizia da Carlo Macchitella di RaiCinema che ricorda: ''La scintilla e' partita da me piu' di 2 anni fa in un momento in cui Napoli era al centro dell'attenzione per la monnezza: abbiamo voluto darle un'altra immagine attraverso gli occhi di uno straniero, sulla scia di Carosello napoletano''.

Turturro ricorda l'iniziale stupore e la scoperta che è seguita alla proposta di Raicinema. Un lavoro portato avanti con 'passione' appunto, con Francesco Rosi, che l'ha diretto ne La tregua e che lui considera a tutti gli effetti come il suo mentore nella scoperta dell'Italia, e con Federico Vacalebre come guida all'interno della musica napoletana.

Dal Canto delle lavandaie del Vomero del 1200 a Napul'e' di Pino Daniele, passando per Mina, Raiz e Almamegretta, il duetto di Massimo Ranieri e Lina Sastri, gli exploit di Fiorello e Gennaro Cosimo parlato, fino alle memorie in musica degli Avion Travel, Beppe Barra e James Senese. Ogni canzone che diventa come una piccola sceneggiatura, una 'cartolina sentimentale' spedita da una città straordinaria.

Turturro rivendica la scelta di tenersi fuori dai cliché turistici e dai luoghi comuni della napoletaneità, per cercare di raccontare tramite le canzoni la realtà vibrante di una città.

E quindi i cantanti sono diventati dei veri e propri story-tellers, con una presenza filmica oltreché musicale, trascinante. "Questo non è un film su una persona, ma su un luogo che ha creato tanta musica".

Fiorello che interpreta un brano di Carosone, "Caravan Petrol", precisa scherzando: "Non sono un cantante ma canto, non sono un attore ma atto, e non sono nemmeno napoletano, ma John mi ha voluto ugualmente. Credo che il fantasma di Carosone compaia nel sonno ai registi, convincendoli a dare a me - che non sono nemmeno un cantante - i suoi brani. Dopo Tu vuò fa' l'americano per Minghella, ora mi è toccato Caravan Petrol. D'altronde, io e Turturro dobbiamo essere fratelli illegittimi: a lui è stata data una famiglia americana, a me una italiana..."

Comunque, chiude Fiorello, che esclude al momento di voler proseguire, sulle orme del fratello, una carriera di attore, "Ho sentito anche gente di Arcore cantare pezzi napoletani".

 

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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