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Passato il giro di boa, si aprono le scommesse, chi vincerà il Festival?!

Attualità

06/09/2011

 (Venezia) E’ uno dei nostri giochini. Non solo nostri perché i dati li prendiamo dal daily che distribuiscono qui al Festival e che, ogni giorno, diligentemente chiede ai critici dei più importanti quotidiani italiani quante stelline danno al tal film del concorso.

Regole: massimo cinque stelline, minino una, se lo spazio viene lasciato bianco è un brutto segno. Siamo al sei di settembre, abbiamo visto dodici film del concorso e ne mancano altrettanti, quindi siamo ‘nel mezzo del cammin di nostra vita’.

Stars & Stripes, così si chiama la rubrica che racchiude i gusti dei critici, inserisce anche una colonnina finale che riassume una cifra, il totale, in base alle stelle date. E, così, vi diciamo subito che è Carnage di Roman Polanski il film che è piaciuto di più. Cinque stelle ovvero il massimo quasi da tutti, da Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero e chi si è tenuto basso ha messo un tre e mezzo. Segue il bel George Clooney con il suo Le Idi di Marzo. Anche per lui moltissimi cinque tranne due misere stelline dategli da Il Manifesto.

Seguono a ruota Shame di Steve McQueen e A Simple Life di Ann Hui. A seguire si batte bandiere tricolore in quanto è Emanuele Crialese con il suo Terraferma (unico film italiano visto fino ad ora, domani è il giorno di Cristina Comencini con Quando la notte) che supera di un soffio A Dangerous Method di David Cronenberg. Tinker, Taylor, Soldier, Spy di Tomas Alfredson è in settima posizione seguito da Dark Horse di Todd Solondz.

Si piazza bene anche Poulet aux prunes di Marjane Satrapi mentre quelli che seguono hanno preso voti piuttosto bassini. Si sa che l’ultimo della lista è Philippe Garrel con il suo Un eté brulant, ma lui se ne frega, e fa bene, meno male che c’è qualcuno che continua a fare i suoi film a dispetto del gusto degli altri. Anche Il greco di Alpi non ha convinto come pure Saideke Balai del cinese Te-Sheng Wei.

Ma per fortuna abbiamo ancora tanto materiale da visionare. Non siamo che a metà. Nel frattempo la Giuria composta dal Presidente Darren Aronofsky, dal musicista David Byrne, dal regista Todd Haynes, dall'attrice Alba Rohrwacher, dai registi Mario Martone e Andrè Tèchinè, oltre all'artista Eija-Liisa Ahtila, diligente, ogni mattina, arriva in Sala Grande, nelle loro poltroncine riservate a vedersi il candidato di turno.

 Alla prossima!

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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