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Paranormal al rogo

Attualità

09/02/2010

E' un vero spettacolo, non quello del film che francamente non spaventa nessuno, ma quello dei politicanti moralisti tutori dell'infanzia etc. che, chiamati in causa, si esibiscono con atletica perizia nel lancio di anatemi contro Paranormal Activity, reo di non essere vietato. Ma andiamo con ordine. Uscito venerdì scorso, Paranormal Activity è stato quasi contemporaneamente seguito dalla notizia di presunti malori, vomito etc. che avrebbero colpito alcuni giovanissimi spettatori durante la proiezione del film. A Napoli ci sarebbe stato un record di chiamate al 118! La notizia sembrava lanciata ad arte per promuovere il film (che ha incassato 3,4 milioni di euro nel week end). Ma era troppo ghiotta anche per i difensori della popolazione a tempo pieno. Che l'hanno cavalcata e stravolta fino a farla diventare (incredibile ma vero) una interrogazione parlamentare. Per primo è intervenuto il Codacons, minacciando sfracelli (secondo il Presidente Rienzi i giovanissimi che hanno subito attacchi di panico, vomito, tremori etc. in seguito alla visione del film avrebbero diritto ad un risarcimento). Poi è seguita l'onorevole Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione Parlamentre per l'Infanzia, che in una pubblica dichiarazione ha sollecitato il Ministro Bondi ad intervenire a tutela dei minori, che, secondo tantissime segnalazioni di genitori, sarebbero vittime di attacchi di panico in seguito alla visione del film. Intanto il Ministro Bondi ha risposto promettendo - l'unico ad aver dimostrato moderazione - una pronta verifica sul film in questione, impegnandosi, se necessario, ad adottare provvedimenti per tutelare i bambini. In Usa il film è targato R (vietato ai minori di 17 anni), in Gran Bretagna vietato ai mnori di 15 ed in Olanda ai minori di 16, insomma il film quasi dovunque ha ricevuto un divieto. Ad eccezione dell'Italia. In effetti vale la pena ricordare - e quelli erano film decisamente molto più disturbanti - che nel nostro paese, unico al mondo, anche le due pellicole di Mel Gibson La Passione di Cristo e Apocalypto non ebbero nessun divieto. Ma se è vero, come è vero, che questo film non fa paura, a chi giova, oltre che al Distributore, tutto questo schiamazzo mediatico? La cosa che lascia maggiormente perplessi è il solito pressappochismo di fare di ogni erba un fascio e di buttare nel mucchio film senza nemmeno prendersi la briga di vederli.

Scritto da Piero Cinelli
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