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Paolo Virzì, le migliori scene dei suoi film dalla commedia al thriller

Attualità, Personaggi

07/01/2014

Paolo Virzì è uno dei registi italiani contemporanei più apprezzati, che si è fatto notare per la sua capacità di affrontare temi importanti, umani e sociali, in modo ironico ma incisivo, permettendo al pubblico di riflettere e comprendere alcuni lati della provincia italiana e delle relazioni umane più comuni. Nato e cresciuto in Toscana, Virzì è uno dei cineasti più interessanti in circolazione e maestro della commedia popolare, e con i suoi film riesce a convincere pubblico e critica sia con storie più serie e drammatiche, sia con commedie mai volgari, che fanno sorridere con spessore ed intelligenza. Il prossimo 9 gennaio arriva nelle sale italiane il suo nuovo film, Il Capitale Umano, che si discosta un po’ dal suo solito stile, strizzando l’occhio al noir e al thriller lontani solitamente dal cinema italiano. 

Al centro della sua filmografia troviamo spesso temi legati alla vita quotidiana, come il lavoro, la famiglia, l’amicizia e i vari step della crescita individuale, affrontati da numerosi personaggi diversi e caratterizzanti che vivono in un’Italia provinciale, picaresca e lontana dalla globalizzazione, termine che riempie la bocca di politici ed imprenditori, ma, dal punto di vista pratico, è estranea alla gente comune. Il suo debutto sul grande schermo dietro la macchina da presa arriva nel 1994 con La Bella Vita con Claudio Bigagli, Sabrina Ferilli e Massimo Ghini, che gli fa conquistare il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente. Il film racconta di un triangolo sentimentale nella Piombino del 1992, in cui sono coinvolti una commessa di supermercato, un imbonitore televisivo e un cassaintegrato delle acciaierie che prova a fare l’imprenditore.

Nel 1996 invece firma la commedia Ferie D’Agosto, con Silvio Orlando, Ennio Fantastichini, Laura Morante, Sabrina Ferilli e Piero Natoli che interpretano due gruppi di villeggianti a Ventotene, che condividono il disagio e una tristezza di fondo, ma seguono due correnti politiche diverse. Scritto da Francesco Bruni, questo film comincia a mostrare quel sorriso amaro di Virzì, che incontriamo di nuovo nei film che seguono. Nella scenda di seguito vediamo il personaggio di Fantastichini confrontarsi con un extracomunitario che gli ha venduto un paio di occhiali, facendo la figura dell'italiano razzista e volutamente ignorante.

Il vero successo però arriva con Ovosodo nel 1997 con Edoardo Gabbriellini, Claudia Pandolfi, Nicoletta Braschi e Regina Orioli che raccontano la storia di formazione di un ragazzo cresciuto in un quartiere popolare che si ritrova marito, padre e operaio, facendo i conti con la sua vita e i desideri per il futuro. In particolare il film viene apprezzato dalla critica che gli riconosce il Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia e due candidature ai David per Migliore Regia e Migliore Sceneggiatura.

Un’altra commedia di formazione particolarmente riuscita e amata anche dal pubblico è stata My Name is Tanino nel 2002, in cui Corrado Fortuna interpreta un ragazzo siciliano che rincorre il sogno americano. Durante l’estate si innamora di Sally, una ragazza americana e così decide di inseguirla oltreoceano.

L’adolescente Caterina invece si trasferisce dalla provincia toscana a Roma in Caterina va in Città, film del 2003. Figlia di un professore di filosofia fallito, interpretato da Sergio Castellitto e una madre, casalinga depressa interpretata da Margherita Buy, lei deve riuscire a farsi accettare dai nuovi compagni di scuola e affrontare la sua crescita e maturità personale, tra i rapporti con la famiglia e i primi innamoramenti.

Nel 2006 poi Virzì fa un viaggio nel tempo con il film N io e Napoleone, una commedia ottocentesca con Elio Germano, Monica Bellucci, Daniel Auteil, Francesca Inaudi e Sabrina Impacciatore. Nel 1814 un giovane idealista sogna di uccidere Napoleone, imperatore decaduto e l’esilio di quest’ultimo a Portoferraio gli offre una buona possibilità di portare a termine il suo piano. Tratto dal romanzo di Ernesto Ferrero e riadattato da Scarpelli, Francesco Bruni e lo stesso Virzì , questo film ripropone la figura del tiranno in una chiave nuova e si afferma la versatilità riuscita del regista toscano.

Nel 2010 Virzì firma una commedia sentimentale intitolata La Prima Cosa Bella, che racconta la storia di due fratelli, una mamma eccentrica e ingenua e l’amore che li unisce dall’ infanzia all’età adulta sullo sfondo di una Livorno popolare. Con Valerio Mastrandrea, Claudia Pandolfi e Stefania Sandrelli, questo film conquista per un cast efficace e il tema della famiglia affrontato con delicatezza e romanticismo. Nella scena di seguito vediamo i due fratelli che devono dire ad un giovane avvocato che loro madre è anche la sua, ma la chiave scelta è quella comica.

L’analisi sociale nei film di Virzì è immersa nella rabbia e nell’ironia che caratterizza la maggior parte dei personaggi protagonisti delle sue storie. Nessuno sembra salvarsi sotto gli occhi di questa sua analisi, soprattutto nel film Tutta la Vita Davanti, in cui viene presentato il mondo grottesco e a tratti surreale dei call center in cui molti giovani trovano il primo impiego, manifesto del precariato. Favola nera e film tragicomico che denuncia in un certo senso una realtà conosciuta e letale. Nella scena che abbiamo scelto, vediamo il confronto tra Sabrina Ferilli nei panni di questo capo ufficio grottesco e illuso, e la giovane impiegata (Isabella Aragonese) che la considera poco meno di una povera donna esaltata e sola che non si rende conto della realtà che la circonda.

Ultimo lavoro firmato da Paolo Virzì prima del suo impegno come Direttore del Torino Film Festival nel 2013, è stata la commedia romantica Tutti i Santi Giorni, con Luca Marinelli e Thony che sono una coppia innamorata ma diversissima l'uno dall'altro che desiderano tanto una famiglia e un figlio che sembrano non arrivare. Entrambi precari, ma con tanti sogni nel cassetto e una dolce umiltà, vivono la loro vita tra alti e bassi con una storia emozionante e quotidiana che ha conquistato critica e pubblico nel 2012. Abbiamo scelto una scena simpatica in cui i due sono ricevuti dal ginecologo che gli parla senza mezzi termini della loro situazione, ma con la sua ironia e simpatica sincerità.

Abbiamo cercato di attraversare la carriera del regista Paolo Virzì ricordando alcune delle scene più belle dei suoi film. Ce ne sono molte altre, ma intanto se avete perso qualcuno di questi lungometraggi, è un'occasione per averne un'idea e correre a recuperarlo in dvd o sul web.

Scritto da Letizia Rogolino
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