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Paolo Virzì escluso dagli Oscar

Attualità

20/01/2011

L'esclusione di Paolo Virzì dalla pre-lista di nove pellicole, tra le quali verrà selezionata la cinquina che concorrerà alla statuetta del miglior film straniero lascia l'amaro in bocca a tutti. Candidati e non, perché è una sconfitta del cinema italiano che in un momento di grande crescita interna non riesce a trovare visibilità - e mercato - all'estero. Si sta ripetendo, purtroppo, esattamente lo scenario dell'anno scorso, quando a Baaria di Giuseppe Tornatore, scelto a rappresentare l'Italia nel 2010, toccò la stessa sorte. Pertanto, senza voler scaricare la colpa su nessuno, è lecito chiedersi quanto le scelte della supercommissione dell'Anica siano strategiche e se invece possano essere condizionate dagli equilibri di potere all'interno di quella Associazione e del settore. Certamente il compito è difficilissimo.

Avrà fatto bene la commissione a scegliere  il film di Virzì, preferendolo al film di Guadagnino, Io sono l'amore, che è stato candidato ai Golden Globes e con 6 milioni di dollari incassati in Usa rappresenta il terzo miglior incasso di un film straniero in quel paese, ed al film di Giorgio Diritti L'uomo che verrà?
La prima cosa bella dalla sua ha ottenuto in Italia 18 candidature ai David di Donatello 2010, tra cui quelle per il miglior film, il miglior regista e i migliori attori, vincendone tre: per la sceneggiatura, l'attrice protagonista (Micaela Ramazzotti) e l'attore protagonista (Valerio Mastandrea). Ed ha ricevuto quattro Nastri d'Argento, per il regista del miglior film, la sceneggiatura, l' attrice protagonista (Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli) e i costumi. Ma anche L'uomo che verrà non scherza in quanto a Premi: Marco Aurelio d'Oro del pubblico e Premio speciale della Giuria al Festival di Roma, sedici candidature ai David e tre statuette, inclusa quella di miglior film. Il problema è che si è ripetuto esattamente lo scenario dell'anno scorso, quando al film di Bellocchio Vincere fu preferito Baaria di Giuseppe Tornatore. 

Dopo l'exploit di Roberto Benigni che con La vita è bella nel 1999 vinse due Oscar per il miglior film straniero e come attore protagonista,  negli ultimi dieci anni solo La bestia nel cuore di Cristina Comencini (2006) è riuscito ad entrare nella cinquina dei candidati all'Oscar per il miglior film straniero. Troppo poco per rassegnarsi.

Scritto da Piero Cinelli
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