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Paolo Sorrentino “La mia ricerca di sentimento e bellezza”

Attualità, Interviste

21/05/2013

“Non so bene quando sia ‘nato’ questo film: non c’è stato un momento preciso e non è il frutto di un’unica riflessione: è semmai un flusso di idee che pian piano hanno preso forma diventando un’unica narrazione, vista attraverso lo sguardo di un personaggio. E’ un’idea che affonda le sue radici nei primissimi anni in cui venivo da Napoli qui a lavorare e in cui Roma mi sorprendeva, così come accade ancora oggi che ci vivo.” Paolo Sorrentino racconta così la genesi de La Grande Bellezza con Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes in concorso per poi uscire in Italia, distribuito da Medusa il 21 maggio.

Una release importantissima e di carattere europeo che vedrà, per la prima volta in contemporanea, uscire il film di Sorrentino anche in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Un successo ottenuto attraverso l’entusiastica quanto caparbia determinazione della società di produzione Indigo Film di Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori che da sin dall’opera prima di Paolo Sorrentino L’uomo in più accompagna il lavoro del regista napoletano che proprio a fine maggio compirà quarantatré anni, festeggiando idealmente sulla Croisette la sua quinta volta a Cannes.

“I film, però, sono tutto merito dei registi che li hanno immaginati e diretti.” Puntualizza Nicola Giuliano “Il lavoro di un produttore è quello di consentire ad un grande autore come Paolo, apprezzato oggi a livello internazionale, di potersi esprimere al meglio.” Qual è il segreto del legame tra Indigo Film e Sorrentino “La verità è che siamo molto felici di lavorare insieme.” Giuliano spiega “Ci capiamo, ci vogliamo bene, ci stimiamo. Speriamo che Paolo Sorrentino consideri la nostra società come il posto migliore dove potere fare i film che lui vuole ed essere libero di creare. Indigo Film vuole essere per Paolo il luogo dove lui viene immediatamente capito e sostenuto nei suoi progetti. La sua visione viene non solo ‘sposata’, ma anche compresa. Questo anche per quanto riguarda i film che non sono stati fatti andando ad individuare l’opportunità rispetto ad alcuni progetti. La nostra collaborazione nasce da una sana dialettica che ci ha portato realizzare altri progetti. Sia Le conseguenze dell’amore che Il Divo sono nati così. Tra di noi non c’è nulla di scritto, ma una fiducia che si rinnova costantemente attraverso l’amicizia e l’impegno.”

Paolo Sorrentino guarda alla prova del Festival più importante del mondo con la stessa emozione di sempre “Anche se è la quinta volta che vengo invitato a Cannes sono sempre molto emozionato dall’esperienza di andare al Festival.” Dice “Cannes ha sempre guardato tutti i film che riceve in maniera molto chiara e attenta, un Festival democratico dove tutti quanti possono sottoporre i loro lavori: quando hanno preso per la prima volta Le conseguenze dell’amore io ero per loro uno sconosciuto assoluto.” Un decennio più tardi l’entusiasmo è sempre lo stesso. “Io non mi sono mai abituato e del resto non ti puoi abituare mai davvero all’anteprima mondiale di un tuo film ad un Festival come questo, perché vai con progetti diversi, carichi di aspettative e speranze differenti. Ti misuri con colleghi molto più importanti di te, sei giudicato da giurie formidabili ed è un appuntamento che si rivela per essere sempre nuovo e sorprendente: io provo la stessa emozione della prima volta.”

Oggi che è considerato un regista di punta a livello internazionale, Paolo Sorrentino come guarda al suo lavoro? “Se ho un merito che mi riconosco è proprio quello di riuscire a scrollarmi facilmente di dosso qualsiasi forma di pressione e di potere, quindi, lavorare ai film sempre con il medesimo approccio.” Dice “Il disincanto del protagonista de La Grande Bellezza mi appartiene, perché io stesso vivo senza riuscire a credere fino in fondo quasi a nulla. Da un lato è un limite, ma anche una risorsa, perché finisco per non dimenticarmi mai che il cinema è un sogno che volevo vivere fin da ragazzo, perché è una meravigliosa opportunità per continuare a giocare e a divertirsi.” Che cosa significa, dunque, in pratica fare il regista per Paolo Sorrentino oggi, quasi venti anni dopo il suo esordio alla regia di un cortometraggio? “Io credo che un cineasta debba cercare attraverso il suo cinema sentimento e bellezza anche in luoghi e tempi dove per definizione entrambi sembrano impossibili da trovare.” Conclude “ Questo è il mio imperativo e considero stimolante cercare queste emozioni e sensazioni altrove, in spazi dove, comunemente, si ritiene che nessuno dei due possa in qualche maniera ‘attaccare’ e sopravvivere. Per chi fa il mio lavoro volgarità, squallore, moralità dubbia possono nascondere sia sentimento che bellezza ed è una grande emozione andare a scoprire entrambi laddove non ci si aspetterebbe possano esistere. In questo, Roma con i suoi mille contrasti, mondi e contraddizioni è uno scenario che partorisce continuamente decadenza e lampi di splendore. E’ questa apparentemente inconciliabile incoerenza ad affascinarmi e a stimolarmi.”

di MARCO SPAGNOLI

Scritto da Nicoletta Gemmi
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