questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Panico al villaggio: recensione

Attualità, Recensioni

25/06/2010

E' un piccolo gioiello questo Panico al Villaggio diretto a quattro mani dai belgi Vincent Patar e Stéphane Aubier. Anche qui, come in Toy Story, si parla di giocattoli. Anche se i giocattoli della Pixar sembrano distanti anni luce. Siamo di fronte a dei giocattoli di plastica, pupazzetti d'altri tempi che si muovono in stop-motion. Cinema artigianale dove non contano i mezzi, ma la creatività e il talento. Pupazzetti rigorosamente appoggiati al loro piedistallo e inquadrati frontalmente. Con un effetto nostalgia che purtroppo solo gli adulti possono avvertire. Difficile immaginare la reazione dei bambini abituati al 3D, di fronte a questo cinema 'essenziale' nella tecnica e poverissimo negli effetti, tutto giocato nella creatività 'a briglia sciolta'.

La trama è solo una scusa: per il compleanno di Cavallo, il 21 giugno, i suoi due amici decidono di regalargli un barbecue, da costruire, ordinando via internet 50 mattoni. Ma i 50 mattoni diventano, nell'ordine dei due felloni, 50 milioni. Che arrivano puntualmente invadendo tutto il Villaggio. E innescando una serie infinita di incidenti, rocambolesche avventure, e scoperte emozionanti. Poi la trama 'canonica' si interrompe, lasciando il posto alla pura fantasia, alle libere associazioni dei personaggi, con una narrazione che sembra autogenerarsi sotto ai nostri occhi. Esercizio di stile.

Scritto da Piero Cinelli
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA