questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Palermo - Milano: un western italiano contro la Mafia

15/09/2008

“Pensavamo di fare un sequel già da diverso tempo, ma fino adesso non avevamo mai trovato una storia altrettanto interessante quanto quella dell’originale. Eravamo tutti presi da fare altro, poi, però abbiamo avuto un’idea e da lì siamo partiti tutti insieme per pensare a come sviluppare una trama. Ne abbiamo parlato con la sceneggiatrice Rossella Drudi, ma anche con Raoul Bova, Giancarlo Giannini e Ricky Memphis. Il nostro è stato un work in progress che è maturato in seguito a tutta una serie di incontri tra di noi. Milano – Palermo: Il Ritorno è nato dal lavoro insieme, perché non era facile trovare una chiave moderna che – al tempo stesso – lo allontanasse sensibilmente dalla tanta fiction che ha seguito il successo del nostro primo film. Ci sono voluti due anni di lavoro, ma siamo stati, alla fine, tutti molto soddisfatti.” Così il regista Claudio Fragasso presenta Milano – Palermo: il ritorno, seguito della fortunata pellicola di una decina di anni fa, rivendicando la possibilità di emozionare ed informare il pubblico attraverso storie che lo intrattengano e lo facciano anche pensare.

“Fare più film di genere è la strada maestra per esportare i nostri prodotti all’estero. Una scelta importante soprattutto in un’era in cui la televisione, attraverso la fiction, si è appropriata in un certo senso di quello che una volta faceva solo il cinema. Con Sergio Leone eravamo maestri nel fare questo tipo di cinema che dobbiamo tornare a produrre in grande quantità raggiungendo quell’eccellenza di cui siamo capaci.” La sceneggiatrice Rossella Drudi spiega: “Non volevamo solo fare un seguito, sfruttando il successo dell’originale. Volevamo trovare una storia nuova che non rovinasse un bellissimo film. Ci voleva un’idea veramente forte. Quando l’abbiamo trovata, ecco che siamo partiti in una direzione diversa, nello spirito del primo. E’ stata una scommessa difficile dove, con la collaborazione di tutti, abbiamo capito che cosa erano diventati tutti i personaggi.” La trama vede ancora una volta Giancarlo Giannini nel ruolo di Turi Arcangelo Leofonte, il ragioniere della mafia che dopo aver accettato di collaborare con la giustizia e dopo aver scontato una pena di undici anni di carcere duro, si prepara a raggiungere la sua ultima destinazione, con una nuova identità, da uomo libero. Turi ha in testa una combinazione che vale cinquecento milioni di euro, ma sia la famiglia Gela, sia la famiglia Scalia contro la quale ha testimoniato nel maxi processo celebrato a Milano dieci anni prima, vogliono vederlo morto. La nuova squadra a cui viene affidata la scorta può contare su vecchie conoscenze: il Vice Questore Aggiunto Nino di Venanzio (Raoul Bova) e l’Ispettore Superiore Remo Matteotti (Ricky Menphis). “Ritrovare questi personaggi è stata un’esperienza molto piacevole.” Commenta Raoul Bova “Ci siamo tutti quanti impegnati nel dare loro un nuovo spessore e siamo stati guidati dalla passione del regista e della sceneggiatrice che ci hanno convinto a tornare ad indossare le uniformi di queste persone che, nel frattempo, sono cresciute se non addirittura invecchiate. Mi sono molto divertito nel fare un film indirizzato ad un pubblico giovane. La cosa bella è stata quella di lavorare insieme a colleghi che oggi posso considerare tutti amici. E’ stata una bellissima collaborazione.”

Il film è distribuito nelle sale cinematografiche dalla Walt Disney Pictures e il regista definisce come ‘idilliaco’ il suo rapporto con la Major americana “Le persone della Disney ci hanno aiutato a lanciare il film centrando lo stile del cinema di genere e – soprattutto – combinando un gusto italiano ed europeo con il know how di una grande compagnia di distribuzione internazionale.” A chi lo accusa di non avere fatto un film ‘credibile’, Fragasso ribatte in maniera ferma, ma anche ironica: “Non si capisce perché nel cinema americano noi lasciamo passare di tutto, anche le cose più incredibili, mentre il cinema italiano di genere dovrebbe essere credibile? Perché? Noi dobbiamo andare in una direzione nuova. Non possiamo seguire dopo sessant’anni soltanto il neorealismo. Dobbiamo potere accettare anche le ‘scemenze’. I film sono fatti anche di stupidaggini che sono accettabili nelle produzioni italiane, così come in quelle americane. Noi non vogliamo fare documentari, ma emozionare anche attraverso scene e situazioni forti. Personalmente voglio ‘esagerare’ nel genere: desidero andare in direzione dell’incredibile senza troppi scossoni: “all’italiana.”

Milano – Palermo: Il Ritorno obbliga il cast anche ad una riflessione sulla Mafia e sul messaggio all’interno della storia: “Questo film punta a mostrare come il cambiamento di mentalità e la ribellione alla mentalità mafiosa sia possibile. Non solo è un elogio per le forze dell’ordine che, nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli, portano avanti con coraggio la lotta alla Mafia, ma mostra anche come sia possibile rifiutare le regole della sopraffazione imposte da Cosa Nostra.” Dice, un po’commosso, Raoul Bova, cui fa eco il palermitano Enrico Lo Verso: “Il nostro film fa ripensare alle commoventi immagini del teatro della mia città pieno di gente che si è ribellata alla Mafia e all’imposizione del pizzo. Oltre alla risposta delle forze dell’ordine, quello che più fa piacere è registrare una reazione importante da parte delle persone che abitano il nostro Stato. Milano – Palermo: Il Ritorno non è, però, solo un film sulla Mafia. E’ un western nostrano che appassiona, commuove e tocca corde personali lanciando un messaggio importante”.

Scritto da ADMIN
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA