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Paese diviso: anche al cinema

Attualità, Trade

05/10/2011

E' una grande foto panoramica, che però risulta sbiadita, quella che esce fuori dalla ricerca Digital Monitor presentata dall'Anica col nome Sala e Salotto, e che individua il pubblico dei film, sia al cinema che in tv. Realizzata da E.Res su un campione di 3000 persone, è stata presentata da Michele Casula, che ha illustrato metodologia e risultati con abbondanza di dati. I dati del campione proiettati su quelli del mercato, ovvero i 120 milioni di biglietti venduti nel 2010, hanno individuato una divisione netta nella popolazione con una metà circa della popolazione (25 milioni ovvero il 48%) che non è mai andata al cinema e una cifra pressoché equivalente ovvero 27 milioni di persone che invece sono andati almeno una volta al cinema. Quindi un primo macro dato non particolarmente brillante nei confronti del consumo cinematografico, visto che interessa solo la metà circa della popolazione. L'analisi di questo segmento dei 27 milioni di 'spettatori', offre poi delle informazioni ancora più 'restrittive'. Più della metà infatti degli individui di questo segmento, ovvero 15,4 milioni  (56%) è andata al cinema tra 1 e 4 volte l’anno; un terzo (9,3 milioni) ci è andata tra 5 e 14 volte; solo il 6% (1,6 milioni) ha comprato tra 15 e 20 biglietti. Quindi, in termini di mercato, circa un quinto della popolazione, poco più di 10 milioni di italiani (il 21% degli over 15 anni),  ha acquistato i due terzi dei biglietti ( 87 milioni di biglietti sui 120).  
Questo in estrema sintesi il risultato della ricerca, che ha diviso il campione degli spettatori in gruppi trasversali in base al consumo di cinema. Con uno zoccolo duro appunto (i cosiddetti cine-mad), composto da 1,6 milioni di individui, che ha consumato circa 27 milioni di biglietti, ed un'altra categoria meno stabile, i cosiddetti 'cine-molto', composta da circa 9 milioni di persone, che ha acquistato più di 60 milioni di biglietti. Quindi in sostanza una domanda piuttosto bassa e molto concentrata sui ’cinefili’. A proposito di questi ultimi le donne risultano la maggioranza, con il 62% del campione dei 'cinemad' verso un 37,4% di uomini, che invece risultano in netta maggioranza nell'altro segmento dei 'cinemolto' con il 59% contro il 41% di donne. Per quanto riguarda il target, la maggioranza dei due segmenti, in modo abbastanza simile, si colloca tra i 15 ed i 34 anni.
Ma è proprio in questo approfondimento che manca un ulteriore, fondamentale elemento di valutazione, che avrebbe permesso di 'centrare' il bersaglio. Ovvero il tipo di film che nei vari segmenti sono stati consumati. Un target a prevalenza femminile, giovane-adulto, urbano etc. farebbe pensare ad un consumo elitario di cinema d'autore. Ma i numeri di mercato di questo segmento non corrispondono minimamente a questo segmento. Che evidentemente è molto più articolato. Resta pertanto piuttosto sfocata l'identificazione dei fedelissimi sul piano delle scelte. Soprattutto nei confronti del cinema italiano.
A proposito delle fonti di informazione sui film - al primo posto il passaparola (sia de visu che online), accanto ai trailer al cinema ed in tv, in terza posizione i siti web specializzati (che risulterebbero al primo posto nel segmento dei 'cine mad'), ultimi i quotidiani.

Più ampia, come prevedibile, la platea di consumatori di cinema in tv. Solo un quarto della popolazione non vede film in tv (contro la metà circa di quelli che non frequentano le sale). Mentre un terzo della popolazione italiana, 16 milioni circa di individui, vede almeno un film al giorno sulle reti generaliste. Altri 6 milioni vedono almeno 1 film al giorno sui canali digitali terrestri gratuiti, circa 4 su Sky, circa 1,2 su Mediaset Premium. Il fenomeno del download di film dal web raggiunge infine circa il 16% della popolazione. Un quarto di essi è tra i ’non frequentatori’ di cinema in sala. Mentre un quinto (circa 200mila persone che non vanno al cinema) vede film scaricati su base quotidiana. Un dato che fa riflettere, visto che la percentuale nazionale di spettatori cinema nel giorno medio è di poco più di 300mila persone.

Scritto da Piero Cinelli
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