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Outlander: il drago venuto da un altro mondo

22/06/2009

Scritto e diretto dal pressoché esordiente Howard McCain, Outlander nasce dalla contaminazione tra le suggestioni dell'epica medievale e la fascinazione per il cinema di fantascienza.

La storia è, infatti, quella di Kainan, un alieno che, caduto con la sua astronave nei pressi di un villaggio norvegese dell'ottavo secolo dopo Cristo, si trova a combattere una guerra disperata contro un mostro extraterrestre. Ovviamente i primi ad essere coinvolti in questo conflitto sono i vichinghi che abitano quelle terre e che guardano agli eventi prima con scetticismo, poi, con orrore. Lentamente, l'alieno dalle fattezze umane riuscirà a vincere la loro fiducia e a farsi aiutare nel provare a sconfiggere l'apparentemente invincibile creatura assassina che ha un conto in sospeso con la razza cui appartiene il viaggiatore dello spazio. Pur essendo un film tutt'altro che perfetto e decisamente sbilanciato in favore di soluzioni narrative più commerciali e banali, Outlander ha un fascino innegabile, in quanto ripropone l'epica di Beowulf e del mostro Grendel, riletta alla luce di oltre mezzo secolo di cinema fantascientifico.

Visivamente riuscito in virtù della sua ambientazione nordica, il film ha come protagonista Jim Caviezel che dopo La Passione di Cristotorna ad un ruolo d'azione 'muscolare'e intrigante.

Interessante è anche il resto del cast con l'attrice inglese Sophya Miles impegnata in un altro personaggio femminile dalla vocazione letteraria dopo Tristano e Isotta e con John Hurt e Ron Perlman che, rispettivamente, portano sullo schermo due re vichinghi. Spettacolare, ma non troppo coinvolgente, Outlander soffre di due problemi abbastanza 'gravi' sul piano della sua realizzazione: da un lato, come spesso capita ai film in questo periodo, è troppo lungo arrivando a toccare quasi le due ore di durata, dall'altro, soprattutto nei flashback che ci raccontano la storia di Kainan denunciando la sua colpevolezza pagata a caro prezzo, nell'avere sottovalutato la minaccia aliena, la pellicola diventa molto banale e scontata.

In questo senso, il regista Howard McCain mentre dimostra di riuscire a gestire in pieno le scene d'azione e i momenti di combattimento con una sensibilità marziale in grado di sfociare nell'horror, sembra perdersi nei momenti più intimi, evitando totalmente sensualità e passione, e portando sullo schermo personaggi sospesi tra l'anaffettivo e l'inespressivo. Purtroppo, quello che manca al film è soprattutto una certa dose di pathos: la produzione punta, sbagliando, più all'elemento commerciale e spettacolare, che al quella dose di intimità emotiva in grado di catturare l'attenzione dello spettatore. Nonostante, però, questa sua meccanicità, il valore e l'intelligenza di Outlander sono innegabili e la sua visione resta intrigante, per la capacità di combinare insieme generi narrativi diversi e per provare a raccontare storie, in qualche maniera, già viste seguendo un nuovo punto di vista, non innovativo, ma comunque interessante.

Scritto da ADMIN
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