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Osvaldo De Santis: il futuro è digitale

Interviste, Trade

12/07/2011

In occasione della Convention annuale della 20th Century Fox che si è tenuta a Lipari nelle isole Eolie dal 7 al 9 luglio, abbiamo rivolto al Presidente e AD della major, Osvaldo De Santis, alcune domande su cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi dalla Fox e dal mercato in generale.

 

Come si presentano i prossimi mesi della Fox?

Ci sono dei prodotti molto commerciali, altri molto interessanti e delle sorprese annunciate. La Fox è una delle società che scommette di più sulle sorprese, che fanno parte di una linea editoriale che preferisce investire sulle idee piuttosto che sui cast. Il che significa aumentare il rischio, perché un prodotto con un grande cast può contare su una sorta di minimo garantito, ma d'altro canto significa anche arricchire il mercato con pellicole più originali, oltre che fare maggiori profitti quando la storia funziona. Diciamo che partiamo molto bene con I pinguini di Mr. Popper, cui seguirà il film italiano (Come trovare nel modo giusto l'uomo sbagliato) un prodotto fatto con intelligenza e con un titolo molto accattivante, e successivamente L'alba del pianeta delle scimmie che è a tutti gli effetti un evento. Anche Alvin in 3D sicuramente funzionerà, come ci sono altri titoli tra ottobre e inizio dicembre molto interessanti (Prima di te, Another earth, Win Win). Il 2012 poi si annuncia molto forte, ma è prematuro parlarne.

Dove sta andando il mercato?

Oggi è il mercato che decide dove vuole andare. E su questo non posso che esprimere il mio apprezzamento, come ad esempio per quanto riguarda la nascita e la crescita dei due grandi circuiti cinematografici. E' un cambiamento che abbiamo voluto e incoraggiato e che finalmente restituisce al mercato  il suo valore, spazzando via la politica delle decisioni prese dall'alto che puzzava di naftalina. Io credo che se il cinema oggi sta facendo meglio è anche grazie alla scomparsa dei dinosauri che stavano nelle Associazioni, cercando di tenere tutto congelato per poter decidere loro quello che il mercato doveva fare.

Ma accanto ai migliori risultati del theatrical c'è la crisi dell'homevideo.

Non capisco come ci si possa sorprendere del crollo del mercato tradizionale dell'homevideo, che era già scritto. Questo è da sempre un settore in costante evoluzione, dal Super-8 al Betamax, al Vhs, al Dvd, al Blu Ray...  L’homevideo oggi è principalmente la pay tv, la pay per view, la pay on demand... Cambiano i sistemi di commercializzazione ma il prodotto non cambia. E' e sarà sempre  la fruizione di un’emozione. E non  ha particolare importanza se me la vivo attraverso un sistema o l'altro.

Un mercato, quello dell'homevideo, che potrebbe essere aiutato da una riduzione delle windows?

Il sistema delle window è vecchio, anacronistico e rappresenta una forzatura del mercato. É una leva di discussione per ragioni prettamente economiche, una moneta di scambio, di negoziazione sulle eventuali percentuali o teniture. 

Ma le Associazioni degli esercenti, ed i grandi Circuiti, sembrano decisi a difendere ad oltranza il sistema delle window.

Credo che tutte le associazioni dovrebbero tendere a costruire e non a frenare. Credo poi che le associazioni dei distributori e degli esercenti siano totalmente anacronistiche. Dovrebbe esserci una sola associazione, non due chiuse all’interno dello stesso sistema. Una sola associazione in grado di  confrontarsi con il mondo della politica, delle Autorità per le Garanzie, delle telecomunicazioni e di affrontare concretamente i problemi della pirateria. Perché quello della pitateria è un problema estremamente serio.

La Pirateria è un problema generazionale? Sembra che i giovani stiano perdendo la consuetudine di uscire e socializzare, incontrandosi quasi esclusivamente su facebook tramite il computer. 

In effetti l'impatto della pirateria non si esaurisce sul singolo prodotto, con un danno economico legato al film piratato, ma coinvolge anche le abitudini individuali, perché chi vede un film a casa non va al cinema. Questa è una battaglia da fare con le varie telecom perché sono le società di telecomunicazioni che hanno interesse a coprire la pirateria perché vendono più contratti broadband e megabite scaricati. Si stanno trasformando le abitudini, con internet sempre più centrale nella vita sociale oltre che lavorativa.

Internet è un pericolo?

Non pensiamo di frenare internet perché è il presente ed il futuro. Non ha senso pensare di combattere la rete, ma cercare di capire come gestirla, senza fare delle barriere anacronistiche. La sala continuerà a dormire sonni tranquilli perché rappresenta il primo e più importante passaggio della filiera. Del resto abbiamo vissuto altri momenti anche più turbolenti, del mercato,  come ad esempio quando arrivarono le videocassette con i tre sistemi e tutti combattevano tra loro. Il vero problema è come recuperare il denaro che si va perdendo con la crisi del mercato homevideo. Se il dvd perde terreno, comincia a decollare la pay tv, la pay per view e presto arriverà anche la pay on demand.

Come vede la situazione del piccolo esercizio e delle sale cittadine?

E' un grande dispiacere sapere che una sala chiude, ma le città e le abitudini della gente si traformano. La nascita dei centri commerciali e dei grandi multiplex ha spostato il baricentro del tempo libero di gran parte della popolazione verso le periferie. C’è uno spopolamento dei centri storici dove si è evidenziato un pubblico di nicchia che però frequenta solamente alcune sale di riferimento. Per quanto ci riguarda facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità per arginare questo fenomeno.

Se un piccolo esercente mi chiede la copia di un film io sono disponibile a dargliela. Anche se fa incassi pressoché inesistenti. E qui ci sarebbe da aprire un capitolo che è meglio evitare. Ma poiché non posso rimetterci, sono obbligato a chiedere un minimo garantito, perlomeno per coprire il costo della copia. Oggi devo chiedere 500 euro di minimo garantito, ma se l'esercente passa al digitale gliene chiederò 100, perché il digitale ha un costo molto inferiore. Quindi tutti gli esercenti, soprattutto i piccoli, devono fare un passo avanti nell’evoluzione verso il digitale. Questo è il futuro che sta dietro l'angolo.

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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