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Oscar Season

Attualità, Eventi

09/12/2011

Con le prime salve di premi dei Critici (National Board of Review e New York Film Critics Circle) inizia la corsa agli Oscar, che mercoledì prossimo (15 dic) con le nomination dei Golden Globes vedrà salire la pressione mediatica.

Quali sono i titoli in odore di candidatura per la corsa finale che si concluderà il 26 febbraio (nomination il 24 gennaio)?

Fermo restando che i candidati più gettonati all'inizio spesso rischiano di essere bruciati per lasciare spazio ai candidati dell'ultima ora, ad oggi in prima fila nel gradimento dei critici troviamo un titolo francese, muto e in b/n: The Artist di Michel Hazanavicius con Jean Dujardin (vincitore della Palma per la migliore interpretazione maschile). Un titolo che verrà sicuramente spinto dai critici, anche se forse un pò meno dai tecnici che costituiscono la maggior parte della Giuria degli Awards. Ma una nomination per il film sembra scontata.

Sulla stessa lunghezza d'onda, un omaggio alla nascita del cinema ma nello splendore della tecnologia tridimensionale, Hugo Cabret del maestro Martin Scorsese, una vera e propria lettera d'amore firmata da uno dei più grandi registi viventi.

Ma il candidato per eccellenza, a detta della maggior parte dei siti Usa, anche se nessuno ha ancora visto il film è War Horse di Steven Spielberg, la storia epica dell' amicizia tra un giovane ed il suo cavallo destinata a superare gli ostacoli della guerra.

Anche The Help guarda al passato, all'epoca della segregazione razziale, e come dicono molti, potrebbe ripetere l'exploit e l'Oscar di A spasso con Daisy). Rappresenta sicuramente il film 'politicamente corretto' dell'era obamiana. Tra denuncia e commedia, con la vita domestica come campo di battaglia.

Altro titolo in grande considerazione è The Descendants di Alexander Payne, con George Clooney che potrebbe ottenere una nomination come attore protagonista.

Per Clooney si potrebbe profilare anche una candidatura per miglior regia e miglior film per Le Idi di Marzo, una storia di devastante deriva politica nella più importante democrazia del pianeta. Stesso discorso o quasi (film e protagonista) per Moneyball - L'arte di vincere di Bennett Miller prodotto e interpretato da Brad Pitt nel ruolo di un singolare allenatore di una squadra di baseball.

Accompagnato da critiche osannanti e da una interpretazione magistrale di Meryl Streep The Iron Lady, storia pubblica e privata di Margaret Thatcher e dell'Inghilterra degli anni 80, è un altro potenziale concorrente 'di ferro'.

Sembra invece tramontare la potenziale candidatura del nuovo lavoro di Clint Eastwood, J. Edgar, frenata da critiche piuttosto negative. Ma scommettere contro Eastwood sarebbe da folli, e comunque resterebbe l'asso di Leonardo DiCaprio come miglior interprete.

Molti sono gli estimatori di Carnage di Roman Polanski, ma la sua candidatura inevitabilmente sarebbe osteggiata dai molti 'lealisti' che non accetterebbero di votare per un uomo che ha ancora (ahimé dopo 30 anni) delle pendenze con la giustizia.

Anche per The tree of life di Terrence Malick ci sono degli 'osannatori' e comunque la Palma d'Oro di Cannes rappresenterebbe una corsia preferenziale, ma la tematica del film è oggettivamente molto complessa e, ferme restando le eccezionali collaborazioni tecniche, potrebbe non coincidere con il gusto medio della Giuria. Comunque il film potrebbe spezzare una ulteriore lancia a favore di Brad Pitt.

Un altro titolo che sembra altalenante è Shame di Steve McQueen con Michael Fassbender, che però ha come controindicazione il divieto ai minori di 17 anni.

Scritto da Piero Cinelli
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