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Oscar: chi vincerà la statuetta del miglior film

Attualità, Eventi

20/02/2015

I giochi sono già fatti, le urne sono chiuse e domenica notte suoneranno le campane per annunciare i vincitori destinati ad entrare nella storia del cinema. Come da copione tutti i vari candidati stanno scrivendo il discorsetto, anche se solo uno per categoria avrà il privilegio di pronunciarlo. Chi sarà benedetto in questa scintillante notte delle stelle? Sulla carta le otto pellicole candidate a miglior film si dividono in due blocchi opposti, quattro titoli legati a fatti o personaggi reali (American Sniper, The Imitation Game, Selma e The Theory of Everything) e altri quattro alla fiction (Birdman, Boyhood, The Grand Budapest Hotel e Whiplash) anche se in realtà le distinzioni sono piuttosto labili, visto che sia Boyhood che Whiplash,  Birdman e perfino  The Grand Budapest Hotel si appoggiano a pezzi di realtà o addirittura di storia, inglobati nella finzione. Secondo le previsioni la corsa è ristretta tra Birdman e Boyhood (per gli scommettitori Birdman ha già vinto), ma vale la pena dare uno sguardo ai contendenti, anche per capire quale ‘sentimento’ prevarrà sugli altri. Due i titoli più direttamente politici: American Sniper e Selma. Con due visioni contrapposte della storia e due ostacoli che potrebbero, per opposti motivi, metterli all’angolo. Il film di Clint Eastwood condanna la guerra ma sdogana come eroe americano un cecchino che ha ucciso 160 persone, mentre Selma di DeVernay racconta la lotta pacifista di Martin Luther King Jr. contro la discriminazione dei cittadini di colore, ma in questo contesto ‘osa’ lanciare un’accusa contro Lyndon B. Johnson, all’epoca dei fatti Presidente degli Stati Uniti. Due i titoli ‘scientifici’  (The imitation game e The theory of everything), un genere che dal 2002 con A beautiful mind sembrava sparito), ma stavolta le storie dei due geni britannici Stephen Hawking e Alan Turing proprio adesso, alla vigilia della premiazione, hanno ricevuto un colpo durissimo dalla rivista Nature che afferma la scarsa attendibilità scientifica di entrambi. Sul fronte dei titoli di fiction sia Whiplash che Boyhood raccontano in modi totalmente diversi due storie di crescita. Il primo, sebbene abbia ricevuto ben cinque nomination, narra la storia al limite del masochismo di un giovane che vuole diventare un jazzista di talento, non sembra avere spalle abbastanza larghe per la vittoria. Discorso diverso per Boyhood di Richard Linklater, che invece di chance ne ha moltissime, prima di tutte la sua unicità. La storia della crescita di un bambino e della sua famiglia filmata nell’arco di dodici anni, con le trasformazioni, le difficoltà, i sogni, le delusioni, visti con gli occhi del tempo. Due infine i film più direttamente legati alla finzione The Grand Budapest Hotel e Birdman. Due film eccezionali, il primo ispirato agli scritti di Stefan Zweig è un superbo ‘fantasy’ storico, intriso di ironia mitteleuropea. Ed infine Birdman, vincitore annunciato dall’alto delle sue nove nomination, è una delle più ardite scommesse giocate sulla pelle di Hollywood e vinta su tutti fronti. Un film dalle molte facce, sul talento, sulla rivalità, sull’amore, sul mondo del cinema e del teatro, sulla popolarità, e in ultima analisi sull’arte. 

Scritto da Piero Cinelli
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