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Oscar 2013: la parziale sconfitta delle (poche) donne

Attualità

25/02/2013

Sono molti gli sconfitti della Notte degli Oscar 2013.

Su tutti il superfavorito Steven Spielberg e il suo Lincoln che, esattamente vent’anni dopo Schindler’s List, doveva conferire ulteriori onori e gloria al regista americano comunque uno dei più importanti autori della storia del cinema di tutti i tempi. Sicuramente un’altra sconfitta è Kathryn Bigelow. peraltro l’unica regista ad avere vinto un Oscar e il suo Zero Dark Thirty certamente ignorato per colpa della visione poco ortodossa della caccia della CIA all’arcinemico Osama Bin Laden e alla sua eliminazione. Un film senza eroi, che non è piaciuto all’Academy e che anche il pubblico internazionale ha faticato ad apprezzare per la sua forza e novità. L’interpretazione di Jessica Chastain inoltre, sembra non avere riscontrato l’attenzione che poteva avere visto che le è stata preferita la peraltro fantastica Jennifer Lawrence de Il Lato Positivo (The Silver Linings Playbook).

Al di là delle elevatissime qualità di entrambe le interpretazioni, certamente il personaggio della Lawrence è un ruolo di donna “vecchia Hollywood”, redenta o comunque cambiata dall’amore per un simpatico bipolare portato sullo schermo da Bradley Cooper rimasto a bocca asciutta, anche perché dinanzi a lui aveva davanti uno dei più grandi attori di sempre della storia del cinema come Daniel Day Lewis. Dimenticata anche la storia ecologista Re della Terra Selvaggia con Quvenzanhé Wallis la più giovane nominata al premio, che a nove anni ha ancora tutta la vita davanti per rifarsi. Anne Hathaway porta a casa il premio per la sua interpretazione di Fantine ne Les Miserables, Ignorato in tutte le categorie anche The Master che poteva, soprattutto, portare a casa qualcosa nelle due interpretazioni maschili, con Christoph Waltz di nuovo sotto i riflettori per un film di Quentin Tarantino dopo la Palma d’Oro a Cannes per Bastardi senza gloria con la sua interpretazione in Django. L’unico italiano Dario Marianelli perde la possibilità dell’Oscar per Anna Karenina lasciando il podio a Mychael Danna e al suo lavoro per Vita di Pi.

Note positive per il cinema al femminile: una vittoria piena nel cinema d’animazione per una ragazza coraggiosa con la storia Pixar di Ribelle che batte Tim Burton e il suo Frankenweenie e la vittoria di Adele per la title track dell’ultimo James Bond, Skyfall.

Scritto da Marco Spagnoli
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