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Oscar 2012, in Russia scoppia la polemica sul candidato al Miglior film straniero

Attualità, Personaggi

22/09/2011

Sta procedendo più velocemente nel resto del mondo rispetto all’Italia, la scelta di ogni singolo paese per il candidato al Miglior film straniero agli Oscar 2012: mentre da noi è stata appena stilata una lista di otto candidati per la scrematura finale, molte altre nazioni hanno già deciso quale sarà la pellicola che le rappresenterà: Una separazione di Farhadi (Iran), Miracolo a Le Havre di Kaurismäki (Finlandia), Attenberg della Tsangari (Grecia), Where Do We Go Now? della Labaki (Libano), The Turin House di Tarr (Ungheria), Pina di Wenders (Germania), As If I Am Not There di Juanita Wilson (Irlanda), La guerre est déclarée di Valérie Donzelli (Francia), solo per citarne alcuni. In Russia invece è scoppiata da qualche ora una polemica molto particolare che riguarda Nikita Mikhalkov.

Il regista, noto per pellicole come Schiava d’amore e Oblomov, è stato recentemente contestato tramite una lettera di protesta firmata da novanta suoi colleghi, tra i quali il vincitore del Leone d’oro veneziano Aleksandr Sokurov, per la realizzazione del film Burnt by the sun 2: Citadel. Si tratta di un lavoro appartenente alla trilogia iniziata con Sole Ingannatore, già vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero nel 1995 e completato da Mikhalkov dopo una lunga fase di stallo in cerca di fondi. L’accusa nei suoi confronti è quella di aver ultimato la lavorazione con uno dei finanziamenti governativi più costosi del cinema russo, una cifra che pare ammonti attorno ai 55 milioni di dollari, dei quali però il regista dichiara solo 40.

La polemica nei suoi confronti si è infiammata però in seguito alla decisione della commissione incaricata di presentare il candidato agli Oscar, di proporre proprio Burnt by the sun, con una votazione di 5 membri su otto. Il motivo? A quanto pare il film in patria si sarebbe rivelato un vero flop, al punto di non essere distribuito in nessun altro paese e stroncato dalla critica. L’opinione pubblica generale in sintesi accusa Mikhalkov di aver influenzato la giuria (della quale fa comunque parte), vista anche la sua carica di Presidente dell’unione cineasti russi, incarico che ricopre ormai da qualche anno. L’esclusione di due film come Elena di Andrey Zvyagintsev, vincitore del premio della giuria Un certain regard a Cannes e soprattutto di Faust di Sokurov, è in Russia vissuta come una grandissima ingiustizia. La situazione è al momento molto tesa, in seguito anche alla decisione del presidente della commissione che valuta i candidati, Vladimir Menshov, di non firmare il documento che approva tale scelta. Menshov ha dichiarato recentemente che è per lui inaccettabile proporre una pellicola dal così scarso successo e che appartenente appunto ad una trilogia, non verrebbe assolutamente capito nel contesto dell’Academy. Chi la spunterà? Mikhalkov al momento si è defilato dietro un ostinato no comment. Vi terremo aggiornati!

Fonte: Variety

 

Scritto da Manuela Blonna
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