Se avesse un qualsiasi senso compiuto e non fosse l’equivalente di una sterile lamentazione, la battuta che verrebbe da fare è ‘Shame on the Oscar’ ovvero ‘Vergogna per gli Oscar’…il non avere incluso Shame in nessuna categoria e, soprattutto, non avere nominato il suo protagonista Michael Fassbender come migliore attore è una grave mancanza. E’ vero, l’Academy, da sempre conservatrice, spesso ha mostrato delle defaillance nella scelta dei nominati (per non parlare dei vincitori…), ma ignorare così un talento come Fassbender come quello del suo regista per andare a premiare con cinque nomination un film piattamente consolatorio come Paradiso Amaro ha qualcosa di sorprendente.
Andiamo con ordine e guardiamo un po’ cosa accade categoria per categoria: innanzitutto tra i film non troviamo Le Idi di Marzo che, almeno, si “becca” una nomination per la sceneggiatura. Dimenticato Shame, non vediamo nemmeno La Talpa che avrebbe certamente meritato una maggiore attenzione.
Nella categoria migliore interpretazione maschile iniziano, però, i veri disastri: assente Leonardo Dicaprio e la sua strepitosa interpretazione di J.Edgar Hoover, dimenticati Michael Fassbender per Shame, Ryan Gosling attore rivelazione dell’anno per Drive o per Le Idi di Marzo, e, perché no?, anche Jim Broadbent di The Iron Lady che, in molti momenti, diventa una piéce a due. E’ inutile dire che anche Owen Wilson per Midnight in Paris meritava un riconoscimento…ma qui, forse, i nomi sono davvero troppi.
Del resto lo stesso Clooney non viene nominato per la sua interpretazione drammatica di un candidato Presidente degli USA (sarebbe stato, però, nella categoria migliore attore non protagonista) e, invece, viene candidato per Paradiso Amaro dove la sua interpretazione di un padre alle prese con una serie di drammi è certamente meno ambigua e riuscita. Nulla da eccepire su The Artist, ovviamente, il film sorpresa dell’anno, ma ovviamente colpisce l’assenza di Clint Eastwood tra i migliori registi così come quella di David Fincher per Uomini che odiano le donne. Giuste le candidature di Woody Allen e, ovviamente, Terrence Malick resta, anche qui, non spiegabile l’assenza di Clooney regista.
Tra i migliori attori non protagonisti non troviamo Philip Seymour Hoffman sempre per Le Idi di Marzo, né tantomeno Paul Giamatti per lo stesso film. Per le attrici Carey Mulligan in Shame o in Drive avrebbe meritato qualcosa, certamente di più della pur simpatica Melissa McCarthy che ne Le amiche della sposa sembra offrire un’interpretazione “ispirata” a quella di Zach Galifianakis di Una notte da Leoni.
Tra i documentari non c’è il travolgente Senna e tra i film stranieri è assente l’Italia e il suo Terraferma che, soprattutto, visti i contendenti non avrebbe demeritato, mentre Pina di Wim Wenders è candidato come documentario e non come film straniero.
Tra le colonne sonore mancano quella di Thomas Newman per The Iron Lady (una musica che spesso porta il film ad essere quasi un musical minimalista), mentre per le sceneggiature, l’assenza di Drive, di Shame e di The Iron Lady lascia davvero senza parole. Una bella sorpresa è il duello felino, invece, nei film d’animazione: tra il Gatto con gli Stivali e quello a Parigi un bellissimo cartone francese.




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