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Oscar 2010: piccolo è meglio

Attualità, Eventi

08/03/2010

Se il trionfo di Kathryn Bigelow rimarrà nella storia degli Academy Awards (la prima donna vincitrice nella storia degli Oscar), vale la pena di spendere qualche parola sulle scelte dei 6mila votanti e sul perché ogni anno la balena  partorisce il topolino. La regola? Piccolo è meglio. E' già successo l'anno passato con The Millionaire, e l'anno prima con Non è un paese per vecchi. Film a basso budget, orgogliosamente indipendenti, e sicuramente eccellenti sul piano artistico. Il caso di The Hurt Locker poi batte tutti perché il film non è stato solamente una delle pellicole a più basso budget della storia, ma anche a minor incasso, forse il peggiore in senso assoluto. Uscito quasi dovunque è stato uno dei più clamorosi flop al botteghino in tutto il mondo (13 milioni di dollari di incasso complessivo in Usa), Eppure ha vinto ben 6 Oscar, ed accanto a quelli fondamentali di miglior film e miglior regia, quelli di miglior sceneggiatura originale, montaggio, suono ed effetti sonori. Non lasciando quasi nulla, o solo qualche briciola, ai poveri blockbuster, a cominciare da Avatar, passando per Tra le nuvole e Bastardi senza gloria...

Un caso? Una folgorazione (peraltro comprensibile) per The Hurt Locker?  A giudicare dagli altri premi assegnati sembra quasi una scelta  di campo. Vinca il migliore, purchè sia piccolo!  Precious, altra pellicola indipendente, storia di una ragazzina obesa vittima di incesto (in Italia non ha ancora un distributore) ha portato a casa due Oscar. Oltre a quello annunciato alla protagonista Mo'nique, ne ha ottenuto un altro per la miglior sceneggiatura non originale, (che sembrava destinato a Tra le nuvole). L'altra pellicola benedetta dagli Oscar è stata Crazy Heart, storia di un cantante country alla deriva ed altro film a basso budget, che ha ottenuto due statuette, quella per Jeff Bridges come miglior attore protagonista e quella per la miglior canzone originale.

Unica eccezione alla regola, e che eccezione, la vittoria di Sandra Bullock come miglior protagonista per The Blind Side, nel ruolo di una coraggiosa madre adottiva, in una pellicola prodotta dalla Warner Bros. Sandra Bullock da sempre non gode di una grande stima da parte della critica, e le sue recenti commedie romantiche non l'hanno certo aiutata. Ma è sicuramente un personaggio notevole, e l'ha dimostrato il giorno prima dell'Oscar andando a ritirare personalmente il premio Razzie Award (la pernacchia d'oro) che gli è stato attribuito come peggiore attrice per All About Steve. La Bullock, tanto emozionata e nervosa nel ritirare l'Oscar (forse non riusciva a crederci) tanto disinvolta e battagliera nel ritirare il Razzie, dove ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
"Grazie per aver rovinato la mia carriera con una pessima decisione. Penso che sia un premio straordinario, e non avevo capito che per vincere un premio a Hollywood basta dire che ti presenterai alla cerimonia in caso di vittoria! Se l'avessi saputo prima, avrei promesso di andare agli Oscar molti anni fa!"

Ma torniamo ai grandi sconfitti. Tra le nuvole, nonostante le sei candidature, non ha vinto nulla. Bastardi senza gloria invece si è dovuto accontentare del solo Oscar (blindato) a Christoph Waltz, come attore non protagonista. Avatar, senza dubbio un film epocale sul piano della grandiosità del progetto e sulla maniacalità della realizzazione ha vinto solo tre Oscar  tecnici (fotografia, scenografia, effetti speciali). Anche nella categoria miglior film straniero si è voluto premiare l'outsider argentino El secreto de sus ojos di Juan José Campanella, snobbando i notevolissimi candidati europei Il Profeta ed il vincitore di Cannes Il nastro bianco.

 

Scritto da Piero Cinelli
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