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Osama for Obama?

Attualità

31/10/2012

Le elezioni presidenziali americane del 6 novembre rappresentano un momento importantissimo, non solo per gli elettori Usa, ma per tutto il mondo. Lo strettissimo margine che divide i due concorrenti rende ancora più accesa la competizione, ormai arrivata alle ultime battute.
Per questo motivo la decisione di mandare in onda il 4 novembre, due giorni prima delle elezioni, il documentario “SEAL Team Six: The raid on Osama bin Laden” che ricostruisce il raid di Abbottabad dove venne ucciso il n. 1 del terrore ovvero Osama Bin Laden, ha fatto gridare allo scandalo il clan di Romney e tutti i media repubblicani. La cattura e uccisione di Bin Laden infatti è un indubbio successo del Presidente uscente, e ricordarlo due giorni prima delle elezioni viene considerato dalla parte avversa come un'entrata a gamba tesa. Dal clan di Obama si obietta semplicemente che la decisione di trasmettere il documentario non è certamente dipesa da loro, e che comunque il documentario ricostruisce un pezzo di storia del paese,  pertanto non c'è niente di strano nel ricordarla. C'è da dire che il documentario, diretto da John Stockwell e prodotto da Nicholas Chartier e Harvey Weinstein, sostenitore di Obama, verrò trasmesso da National Geographic, che in termini di audience rappresenta un canale molto marginale, anche se in questo caso, vista la grande pubblicità, potrebbe raggiungere numeri importanti. “SEAL Team Six: The raid on Osama bin Laden” ricostruisce in modo molto accurato, grazie alle notizie filtrate dalla Cia, tutta la fase preparatoria, l'atmosfera di indecisione che fino all'ultimo teneva in sospeso il piano di attacco. La Casa Bianca infatti, memore del disastro avvenuto anni prima in Iran, con il fallimento del blitz per liberare gli ostaggi dell'Ambasciata americana di Teheran (su cui è appena uscito in Usa il film Argo, che tra due settimane arriverà anche in Italia) e che costò la poltrona all'allora Presidente Jim Carter, voleva una sicurezza totale sulla riuscita della missione. Il blitz della notte del 1 maggio in Pakistan viene raccontato in diretta dai protagonisti che spiegano cosa sta succedendo.  Il che toglie gran parte del pathos, ma rende tutto molto più chiaro. Il film è non tanto un tributo ad Obama (che si vede solo per pochi secondi, quando annuncia la fine di Osama) ma piuttosto dei Navy Seals e dell’agente Cia Vivian Hollins, unica donna dell'operazione, che riuscì a convincere il capo dell'Agenzia e di conseguenza la Casa Bianca a far scattare l’operazione. In Usa il film uscirà solamente in tv, mentre in Italia uscirà l'8 novembre al cinema con il titolo "Code name: Geronimo”.
Da segnalare che precedentemente Nicholas Chartier ha prodotto il film vincitore di 6 Oscar "The Hurt Locker" di Kathryn Bigelow, la quale invece sta ultimando la post produzione di "Operazione Zero Dark Thirty", un altro film sulla cattura di Osama Bin Laden che uscirà (questa volta al cinema) in Usa in dicembre (in Italia il 10 gennaio 2013).

Scritto da Piero Cinelli
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