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Omar Sy a Roma per Due agenti molto speciali: ‘Bisogna armarsi di sorrisi per vincere i pregiudizi’

Attualità, Interviste, Personaggi

21/03/2013

(Roma) Simpatico, disponibile e soprattutto molto umile: una bella scoperta Omar Sy, che voi ricorderete per esser stato protagonista del successo mondiale Quasi Amici e ora pronto a tornare in sala con Due agenti molto speciali, che Medusa, Rodeo Drive e The Space distribuiranno in 200 copie a partire dal 28 Marzo. La storia è quella di due poliziotti francesi: uno è Francois Momonge, capitano dell’anticrimine in attesa di promozione, cresciuto nella Parigi bene e abituato a non farsi troppe domande. L’altro, interpretato da Sy, è Ousmane Diakité, ruspante agente confinato nella sezione finanziaria della periferia di Bobigny. Le loro strade si incrociano quando entrambi vengono coinvolti nell’indagine sulla morte della moglie di un potente sindacalista, indagine che sembra nascondere molto di più. Riusciranno come poliziotti e soprattutto come uomini a mettere da parte le rispettive differenze?

A Roma questa mattina per presentare alla stampa il film, Sy ha parlato a ruota libera della pellicola, del suo ruolo e del suo futuro cinematografico. Futuro che si chiama anche Hollywood, dal momento che è stato confermato come new entry nella franchise di X-men.

Che effetto fa non essere americano, ma essere praticamente il nuovo Eddie Murphy? “Bè io non mi sento molto Eddie Murphy, benché sia un attore che mi ha sempre molto divertito quando ero giovane e sicuramente mi ha ispirato per questo film. Io mi sento però molto bene nella mia pelle, ma chiaramente il paragone mi fa sempre molto piacere”.

Quanto è cambiata la sua vita dopo Quasi amici? “E’ cambiata totalmente, voglio dire oggi sono qui a Roma, la distribuzione mi ha ospitato, ho dormito in un bellissimo albergo e ho un’interprete che collabora con me, ho viaggiato molto e posso dire che c’è un prima e dopo Quasi Amici”.

Nel film c’è un momento in cui il suo personaggio, molto indignato, dice: ‘Non mi piace questa Francia, non mi piace proprio per niente’. A lei piace questa Francia? “ Amo la Francia, amo il mio paese è un paese che amo anche rappresentare al cinema, certo può crescere, far meglio, ma se ne parliamo è perché riteniamo che questi cambiamenti siano possibili. Il fatto che parli di questa Francia è perché è il paese che amo”.

Gran parte della pellicola è ambientata nella periferia, nelle banlieue. Qual è il suo rapporto con la periferia e come e se la vede cambiata? “ Io sono nato e cresciuto nella banlieue chiamata Trappes, tutte le periferie parigine si somigliano e spesso vengono prese ad esempio nel mondo. Esprimermi sui problemi politici e sociali di queste zone mi è difficile, oggi sono qui, ho dormito come dicevo in un hotel bellissimo, avrei potuto rispondere quando avevo quindici anni ed ero un ragazzo di colore cresciuto nella banlieue, mentre adesso, trovarmi qui con un microfono a parlare di problemi di persone che vivono situazioni diverse dalle mie, ecco non mi sembra giusto. Per quel che riguarda la mia esperienza a Trappes, certo quando si è come me, massicci e di colore, si può dare l’impressione di essere una persona pericolosa e quindi ci sono porte che si chiudono, persone che cambiano strada quando ti incontrano, esistono i pregiudizi e chi è nato nella banlieue viene visto in maniera diversa. Per le persone come me ci sono due scelte, o chiudersi in questa realtà o armarsi di un sorriso e andare verso gli altri, perché questo è l’unico modo di smembrare il pregiudizio, lo abbiamo visto anche in questo film, in maniera scherzosa. Chi è nato a Parigi vede la gente della banlieue in un modo, ma anche chi viene dalla banlieue fa lo stesso errore verso i parigini, bisogna incontrarsi e conoscersi, e solo in questa maniera si possono superare i problemi”.

In America stanno preparando un remake di Quasi Amici. Le piace l’idea? E di Chris Tucker probabile protagonista cosa pensa? “So che hanno acquistato i diritti, ma non ne so nulla di più, aspetterò di vedere il film, non so come vorranno raccontare questa storia. Ancora credo non ci sia nulla di certo anche nella scelta degli attori”.

Cosa conosce del cinema italiano, le piacerebbe essere diretto da uno dei nostri registi? “Devo confessare che del cinema italiano contemporaneo so molto poco, ma durante la lavorazione di Quasi Amici, il regista si è ispirato alle commedie a sfondo sociali italiane, mi viene in mente un solo titolo che è La vita è bella, ha un approccio leggero, che però affronta temi molto seri, quindi chi come attore non vorrebbe recitare in un film del genere?. Oggi mi viene offerto di lavorare ovunque e lavorare qui mi renderebbe molto felice, e poi c’è un buon clima e io amo il caldo!”.

Come è iniziata la sua carriera? “ Grazie ai registi di Quasi Amici che mi hanno contattato perché all’epoca ero un comico televisivo. Da lì ho capito che recitare mi piaceva, ho cercato di migliorare e da lì non mi sono più fermato. Ho avuto una giovinezza molto standard, facevo sport e certo non avrei mai immaginato che il mio percorso sarebbe stato questo. E’ iniziato tutto per caso, un amico mi chiese di aiutarlo in una trasmissione radiofonica, ho scoperto un mondo che non conoscevo ed è diventato un vero mestiere”.

Bryan Singer ha recentemente confermato che lei sarà nel cast di X-men: giorni di un futuro passato. Può dirci qualcosa di più, anche sul personaggio che andrà ad interpretare? “Ehm…no – ride – sono molto felice di farne parte, è Hollywood, è un grande progetto e come tutti i grandi progetti è circondato da grande segretezza. Posso solo dire che da adesso il mio obiettivo è migliorare il mio inglese”. Diretto da David Charhon, Due agenti molto speciali sarà in sala il 28 Marzo. Nel cast Laurent Lafitte, Lionel Abelanski, Sabrina Ouazani, Youssef Hajdi.

Scritto da Manuela Blonna
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