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Nuovo Cinema Paradiso - Volume II

02/09/2009

Recensione di Baarìa

Un viaggio nella memoria. Un altro.
Forse, il più personale e barocco per Giuseppe Tornatore che racconta le strane e commoventi storie di Baaria, la sua amata e odiata città natale attraverso la messinscena di oltre mezzo secolo della vita della famiglia Tornanuova. Un film lirico e avvolgente, fatto di momenti commoventi e di altri emozionanti, in grado, come solo il grande cinema riesce a fare, di evocare lacrime e risate. Due ore e mezza che portano lo spettatore a conoscere una storia di amore e di passione civile, incontrando e seguendo un ragazzino figlio di pastori, che grazie al comunismo riesce ad emanciparsi ideologicamente e affrancarsi mentalmente dal fascismo, dalla mafia, dalle collusioni di una democrazia cristiana che consente ai potere forti di prosperare. Stilisticamente molto complesso, Baria è una collezione di scene e situazioni vissute in un grande paese, diventato, oggi, una cittadina caotica e complicata. Una rivisitazione della vita di un paese e di un'intera nazione, attraverso immagini che richiamano più o meno velatamente tanti avvenimenti del passato e tanto cinema. Piccole, grandi avventure fatte di miserie e incertezze, che Tornatore trasfigura con quel talento che - nel corso degli anni - ha sviluppato con precisione ed eleganza. Grandi movimenti di masse, momenti epici e altri più sensuali si alternano in una lunga corsa che conquista lo spettatore per la sua forza immaginifica, per la sua potenza morale e civile. Baariaè un film forte e intenso, che prende per mano lo spettatore, guidandolo in un percorso popolato di mostri e di angeli, di demoni e di santi, in un crogiuolo unico e che - ormai - appartiene al passato o, più probabilmente ancora, al ricordo personale del regista o, forse ancora, alla memoria intera di un popolo. In questo senso, il legame emotivo con Nuovo Cinema Paradiso è molto più che evidente diventando palpabile in una serie di situazioni e di citazioni come la presenza di Monica Bellucci che richiama se stessa in Malena. Al tempo stesso, però, la forza del film sta nella celebrazione della scelta politica come una risposta all'apatia morale e civile di un mondo indifferente alla modernità e regolato dalla sopraffazione millenaria dei fascisti di tutte le epoche e delle angherie dei mafiosi di ogni vocazione.

Scritto da ADMIN
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