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Nude senza meta - Tournée di Mathieu Amalric

Attualità, Recensioni

10/03/2011

Un viaggio al seguito di un insolito gruppo di donne, un amaro ed imprevedibile backstage del mondo dello spettacolo, una celebrazione della femminilità e della bellezza imperfetta: Tournée di Mathieu Amalric, premiato per la regia al Festival di Cannes è un viaggio senza una meta reale al seguito di un gruppo di artiste di New Burlesque in una Francia che assomiglia tanto ad un non luogo.

La trama vede un ex star della televisione francese tornare a casa per portare in tournée, in qualità di produttore, una serie di spettacoli interpretati da un gruppo di artiste americane.  Lui spera di dare vita ad una sorta di ‘marcia trionfale’ in modo da riuscire a fare i conti con il proprio passato. Le donne, invece, di cui sappiamo molto poco sul piano personale, invece, affrontano con grazia e divertita ironia l’avventura francese facendo della propria coabitazione forzata un modello di decoro che sembra ricordare quello di una nuova  specie di “famiglia” allargata basata sulla vicinanza emotiva.

Malinconico, ma mai nostalgico, Tournée è uno spaccato del mondo dello spettacolo che mostra corpi di donne non più giovani alle prese con mascheramenti e giochi di seduzione, dove il fascino deriva più da una misteriosa alchimia femminile che dalla postproduzione digitale. Gli spettacoli, le movenze, le buffe e, al tempo stesso, un po’goffe esibizioni restituiscono, sorprendentemente, allo spettatore sensualità e divertimento, ma soprattutto un inatteso senso di dignità femminile da parte di donne che non mercificano il corpo, ma che attraverso esso rivendicano un sentimento di libertà e indipendenza.

Pur non essendo un film perfetto, Tournée risulta certamente essere molto interessante per la sua grande umanità e per il suo compassionevole sguardo ad una realtà in cui tutto viene spiegato attraverso il ‘non detto’.

Una storia modellata sul presente da cui passato e futuro vengono scacciati senza troppi complimenti alla ricerca, semmai di un oblio temporaneo. Il New Burlesque mostrato dalla macchina da presa quasi sempre di spalle diventa, dunque, un alibi per una storia decadente, ma tutt’altro che crepuscolare o drammatica, legata al moderno show business.

Uno sguardo senza pregiudizi e profondamente umano su un mondo dove la ricerca della propria identità si confonde con un’ansia di libertà spettacolarizzata in un percorso artistico impregnato di sensualità. Senza dubbio un notevole film d’autore, alla scoperta di un mondo, forse, non inedito, ma certamente mai raccontato così a distanza ravvicinata dando ugualmente rilevanza a quanto accade sia al di sotto che lontano dalla luce dei riflettori.

Scritto da Marco Spagnoli
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