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Norvegian Wood: Vent’anni la più difficile delle età!

Attualità, Interviste

02/09/2010

VENEZIA. Era il 1995 quando il cineasta Tran Anh Hung sconvolse il Festival di Venezia con il suo Cyclo che si aggiudicò il Leone d’Oro come Miglior Film. Classe 1962, vietnamita ma cresciuto in Francia, il cineasta raccontava con tempi lenti e uno stile di rara eleganza la storia di un ragazzo solo, triste e destinato a vivere con i suoi nonni avendo perso la famiglia. Ma ad un certo punto Tran Anh Hung in Cyclo – tra i silenzi che contrappuntavano tutta la situazione – sgancia una bomba e spara a tutto volume la sublime Creep dei Radiohead. E allo spettatore arrivano gli effetti di una esplosione di emozioni.

E si vede che al ragazzo piace molto la musica inglese tanto che, il suo ultimo film in concorso, Norvegian Wood non è solo il titolo di una canzone dei Beatles, ma la splendida colonna sonora è stata affidata a Johnny Greenwood chitarrista e polistrumentista di una delle migliori band degli ultimi anni, i Radiohead appunto, capitanati da Thom York. 

Norvegian Wood è fedelmente tratto dal romanzo del 1987 del giapponese Haruki Murakami, un vero e proprio bestseller, tradotto in 33 lingue, che narra la struggente perdita di un amore in un’epoca di instabilità globale: il 1967. I protagonisti hanno tutti vent’anni e mai sono stati così infelici. La giovinezza non è sempre un passaggio di spensieratezza. Tokyo. Toru, Naoko e Kizuki sono tre amici dall’infanzia. Naoko e Kizuki sono inseparabili fino a quando quest’ultimo a diciotto anni si suicida. Il legame che unisce i due rimasti, dopo questa dolorosissima scomparsa, diventa complesso e Toru Watanabe percepisce un senso di morte ovunque si trovi. Quando incontra la bellissima Midori, una ragazza che è l’esatto opposto di Naoko, ovvero estroversa, vivace, sicura di sé, il ragazzo intravede una luce alla fine del tunnel. Ma sciegliere tra passato e un possibile futuro è tutt’altro che scontato. Morte, sesso senza gioia, dolore, attendono al varco questi ‘strani’ ventenni. Il film di Hung si muove tra silenzio e musica che sono protagonisti tanto quanto lo è la natura. Una natura pericolosa, selvaggia, fatta di mari in burrasca, sconfinati boschi, neve, pioggia, luoghi isolati. Tutti di una terrificante quanto sublime tristezza e bellezza. 

“Per me – ci dice il registaNorvegian Wood è, nella sua essenza, la storia delle molteplici situazioni che ognuno di noi si trova ad affrontare nella vita, come per esempio il desiderio non realizzato di gioventù, le proteste radicali, la scelta tra la vita e la morte, il processo di crescita e così via. Il romanzo è straordinario e mostra una grande sensibilità; offre un vorticoso insieme di violenza ed eleganza ed è ricco di sensualità e poesia. Affronta una vasta gamma di tematiche che ho pensato subito si prestassero perfettamente ad un adattamento cinematografico. Credo che la mia intuizione nel trasformare quest’opera in un film possa portare ad un ulteriore e dovuto riconoscimento della bellezza e della ricchezza dell’arte di Murakami dal quale tanto ho attinto”. 

Il romanzo però Mister Hung ha una sessualità molto forte, molto esplicita. Come è riuscito a girare con tanta poesia scene di sesso e morte che – come ha detto uno dei maestri della storia del cinema André Bazin – sono le più difficili in assoluto per un regista? “E’ vero quello che dite – ci dice il regista – tanto che l’elemento della sensualità: poiché tutto il romanzo è strutturato intorno alla vita sessuale dei personaggi lo sapevo che mi avrebbe messo in difficoltà sul piano visivo. Ho cercato quello che io penso sia il migliore equilibrio per consentire al pubblico di percepire il sesso come qualcosa di più di un semplice piacere, senza scadere nella volgarità. Spero di esserci riuscito; adoro questi miei tre giovani che cercano di definire la loro esistenza e di accettarne la conseguenze, mentre si innamorano e affrontano con sincerità le loro emozioni. Questo porta i personaggi su un terreno pericoloso”. Decisamente. Perché se ad una certa età quello che si cerca nell’amore è solo la verità, a vent’anni la verità può uccidere.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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