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Non e’ un paese per vecchi (gentiluomini). Anteprima di Grande, Grosso e Verdone

15/09/2008

Alla fine di Grande, Grosso e Verdone verrebbe voglia di piangere.
E non perché non si sia riso per tutto il film, ma perché questa nuova ‘avventura’ cinematografica di Carlo Verdone è la più ‘violenta’ e ‘amara’ del suo cinema ormai trentennale.
In tre episodi dove ritroviamo i personaggi tanto amati dal pubblico già in passato grazie a film come Bianco, Rosso e Verdone e Viaggi di Nozze, Verdone traccia un ritratto dell’Italia di oggi sconfortante e – a dir poco – disperato. Una satira nel vero senso della parola che non risparmia nulla e nessuno e che, soprattutto, non lascia spazio al buonismo e – purtroppo – nemmeno alla speranza.
In particolare il terzo capitolo di questo film ambientato a Taormina è una sorta di ‘epitaffio’ sulla tomba della cultura italiana di oggi e di una società impazzita, condannata evidentemente all’implosione. Accompagnato dai soliti Piero De Bernardi e Pasquale Plastino co-autori della sceneggiatura, Carlo Verdone gioca uno scherzo feroce e sincero al suo pubblico, costruendo una narrazione degna e, forse, perfino ‘superiore’ all’episodio di Dove vai in Vacanza? intitolato Le Vacanze Intelligenti, diretto ed interpretato e da Alberto Sordi insieme ad Anna Longhi, esattamente trenta anni fa.
Verdone , però, ad un ribaltamento dei ruoli: se in quella puntata la coppia di verdurai (chiamati alla romana ‘fruttaroli’) veniva spinta dai figli nella spirale di una vacanza assurda tra finta cultura e saccenteria naturista, questa volta, i due titolari di una catena di negozia di telefonia cellulare sono due ‘mostri’ che partono insieme al figlio per ‘riconnettersi’ come dice il loro psicologo…
Gente variopinta e volgare, ma anche persone anche di buon cuore, la cui ignoranza è mascherata e, in un certo senso, camuffata da una caterva di soldi in grado di comprare loro se non il rispetto, almeno il silenzio della gente che li circonda. Verdone, però, si spinge anche un po’ più in là pennellando uno dei suoi capolavori di stile ed intelligenza dando vita ad una storia quasi ‘boccaccesca’ di ‘bisbetici’ se non ‘domati’, almeno messi alla prova da quello che loro stessi hanno scatenato.

Scritto da ADMIN
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