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Non credo nei miracoli

Attualità, Interviste, Personaggi

05/09/2012

Io sono molto soddisfatto di avere fatto questo film: la mia curiosità e il mio interesse sono nati da una storia che ha suscitato non solo delle polemiche, ma anche dei veri e propri scontri in cui tutta l’Italia politica è stata coinvolta e si è contrapposta. Lo spunto, dunque, è stata, sicuramente, la vicenda di Eluana Englaro, ma ad interessarmi di più era soprattutto la figura del padre di questa ragazza: un eroe discreto e riservato che, per tanti anni, e, soprattutto, da solo e in maniera ostinata, ha portato avanti una battaglia personale per fare rispettare la legge. La sua determinazione ha rappresentato per me la scintilla per iniziare a immaginare questo film. Il coraggio, il rispetto e il carattere esemplari di Peppino Englaro mi hanno spinto verso questo lavoro. La sua scelta portata avanti con ostinazione per oltre una decina d’anni, senza lasciarsi tirare dalla giacca da questo o da quello, senza cedere alle lusinghe dei partiti ha sgretolato il muro di assenza e di ipocrisia in grado di imprigionare sua figlia.Bella Addormentata, film che Marco Bellocchio ha presentato a Venezia in Concorso dopo la vittoria del Leone d’Oro alla carriera l’anno scorso, è nato, dunque, dall’osservazione di una storia drammatica e dei suoi protagonisti. “Secondo quello che dice un medico nel film, Eluana era già morta cerebralmente diciassette anni prima degli eventi del 2009.” Continua il regista che ha diretto Toni Servillo, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Michele Riondino, Piergiorgio Bellocchio, Isabelle Huppert, Brenno Placido e Gianmarco Tognazzi “In questo senso il mio desiderio era raccontare gli effetti della scelta di un padre che chiedeva solo che la legge venisse rispettata. La mia speranza è che il pubblico si faccia un’opinione attraverso un film che non è sul caso Englaro, ma da quello prende le mosse per raccontare delle storie e affrontare delle tematiche rilevanti nella vita di tutti noi.”

Il film racconta quattro storie legate ad Eluana…

Ad un certo punto ho cercato di lasciar perdere i messaggi legati ai temi etici del film, lasciandomi prendere, piuttosto, dai personaggi e dalle loro storie che sono autonome rispetto alla vicenda. Elementi che riguardano tutti quanti noi e la nostra capacità di immedesimazione in una vicenda che ha toccato profondamente il nostro paese. Il caso Eluana ha dimostrato quante variegate siano le posizioni tra chi crede e chi non crede. Nel film cito anche la frase di Papa Woytila “Lasciatemi tornare alla casa del padre”…sono contro un inutile accanimento terapeutico e sarei a favore di una possibile scelta meno dolorosa al momento di incontrare il destino della fine.Bella Addormentata si basa su una serie di storie totalmente inventate, sebbene, è chiaro non esista nulla di totalmente inventato. Alla fine sono le storie che fanno il film.

Qual è stato il suo grado di immedesimazione in questa storia?

Molto elevato: ho pensato a quello che avrei provato e fatto io se mi fossi trovato in una storia analoga. In quelle condizioni, certamente, io preferirei una conclusione più rapida. Non credo nei miracoli e preferirei un finale più dolce, ma anche sbrigativo.

Il cinema sembra rivendicare un ruolo sociale nel dibattito culturale del nostro paese: Bella Addormentata, ma anche Diaz, Romanzo di una strage, sono solo alcuni titoli che hanno riportato l’attenzione su temi etici e politici di primissimo piano…

Credo che il cinema abbia ancora un suo spazio costantemente minacciato dalla televisione e altre forme mediatiche. Le immagini che noi facciamo riflettono ciò che siamo. Ci sono alcuni giovani registi che hanno una loro purezza, mentre altri, purtroppo è amaro dirlo, provano ad imitare i film di successo. Daniele Vicari è un regista che con Diaz ha voluto porsi il problema di rappresentare un’istanza di giustizia e di riconoscimento di coloro che sono stati massacrati. Il peso del nostro lavoro deriva dalla bellezza, dall’originalità e delle immagini che si riescono a fare partendo da tematiche onorevoli. Per quello che mi riguarda io cerco di dare la precedenza a ciò che mi nasce dentro senza cercare di censurarle o di diminuirle. Io non voglio essere condizionato da messaggi morali: in Bella Addormentata ho cercato di infondere un sentimento sincero in un racconto che saranno altri a giudicare.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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