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Noi siamo Francesco, la conferenza stampa: “Siamo tutti timidi davanti all’amore!”

Attualità, Conferenze stampa

23/06/2015

A qualche anno dal primo film Quell’estate, il 25 Giugno la regista Guendalina Zampagni porta al cinema Noi Siamo Francesco, un’opera delicata e umile sul tema della diversità. Mauro Racanati interpreta Francesco, un ragazzo disabile senza braccia che studia in Puglia, dividendo casa con la madre apprensiva interpretata da Elena Sofia Ricci. Il film si concentra sulle difficoltà della vita sessuale di Francesco che, vista la sua condizione fisica, non ha mai vissuto l’amore pienamente e non è riuscito ad instaurare una relazione vera e propria con una ragazza. Il migliore amico Stefano, intraprendente e determinato, ha deciso di aiutare Francesco a superare le sue paure e farà di tutto per cercare di regalargli un’esperienza indimenticabile che potrà aprirgli un mondo di solidarietà e comprensione, mai immaginata.

Ho conosciuto per caso un ragazzo che si chiama Francesco Canale e come omaggio ho lasciato il suo nome al protagonista del film. Lui non ha né braccia, né gambe, che quando lo conosci questo passa in secondo piano. Così è nato il progetto di raccontare questa storia d’amore, anche se il film non è la sua storia. Sono grata alla Puglia che ha una Film commission che funziona veramente ed Eleonora, una ragazza senza braccia pugliese che è stata presente sul set e ha aiutato sempre Mauro a confrontarsi con il suo personaggio dal punto di vista pratico” ha raccontato la regista chiarendo la genesi di questo film, di indubbia valenza sociale oltre che umana. Poi ha aggiunto: “Per me siamo tutti timidi davanti all’amore. Tutti ci vergogniamo nel momento del primo passo. Il personaggio di Francesco funziona come lente d’ingrandimento di tutto questo”. Noi Siamo Francesco infatti si presenta come una commedia di spessore, costruita sui concetti di amicizia e amore tra timidezza e solidarietà. Una sceneggiatura semplice riesce a raccontare una realtà difficile e nascosta ai più, che non riguarda l’essere disabili ma diversamente abili. Francesco è circondato da persone che lo amano e desiderano regalargli una normalità, anche sbagliando, ma l’ importante è la loro presenza per la giusta prospettiva di un futuro diverso e più felice. “Ho preso un po’ in giro le mamme italiane ma sopratutto me stessa, visto che sono una grande rompiscatole. Mi è piaciuto raccontare qualcosa di molto frequente…più di non pensare a noi stessi e vedere il nostro buco nero ci preoccupiamo di quello degli altri. La prima volta per tutti è un momento difficile, ma anche la seconda e la terza…il rapporto con la sessualità non è spesso tranquillo e disincantato” ha spiegato Elena Sofia Ricci.

Oltre ad affrontare un ruolo particolarmente complesso dal punto di vista morale, Mauro Racanati ha dovuto confrontarsi con difficoltà anche fisiche, recitando con le braccia legate e con il successivo impiego di effetti speciali convincenti e professionali. “Avendo pochi soldi a disposizione ho pensato subito di trovare un ragazzo già disabile. Avevo trovato un attore americano, ma poi si è ritirato dal progetto. Poi ho trovato la Moka Factory come sponsor del progetto e gli effetti visivi in post produzione non li ho pagati. Così mi sono tenuta lontana da un aspetto più documentaristico perché in realtà io volevo fare un film” ha sottolineato la Zampagni, mentre il giovane attore ha raccontato: “Ci sono stati dei problemi tecnici, recitare con le braccia legate poteva sacrificare la spontaneità, ma in realtà c’è stato un passaggio…ho cercato di lavorare non tanto sulla disabilità di Francesco ma sulla sua voglia di vivere e di potersi innamorare…di essere un ragazzo normale perché anche lui ha diritto all’amicizia, all’amore e ad un rapporto con la madre”. Oltre ad avere un ritmo sostenuto e coinvolgente, il punto di forza di Noi siamo Francesco è il cast di giovani talenti che vicino a Racanati trova Gabriele Granito, Diletta Acquaviva e Gelsomina Pascucci. Come sempre la presenza di Elena Sofia Ricci, naturale ed emozionante, regala qualcosa in più al film, anche grazie alla sua spalla Paolo Sassanelli che ha concluso la conferenza stampa con un’ interessante osservazione: “Mi sono chiesto all’inizio perché raccontare la storia di un disabile? Poi l’ho capito quando ho visto il film, e sono molto contento di averlo fatto perché questa storia come spettatore mi ha arricchito. Credo che il nostro cinema e il nostro teatro debbano far sentire il pubblico diverso, arricchendo le persone”.

Scritto da Letizia Rogolino
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