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Nine: i sogni sono l’unica realtà

Anteprime, Attualità

13/01/2010

Era una frase che amava spesso dire Federico Fellini, ‘i sogni sono l’unica realtà’, lui genio dell’immaginario e della visionarietà. Nine di Rob Marshall che esce il 22 gennaio per 01 Distribution e Rai Cinema, in 250 copie, ‘non è un remake di 8 e mezzo’, come specifica immediatamente il regista a Roma per la presentazione. Anche perché aggiunge Marshall: “Non si può rifare un capolavoro, inoltre Nine è la trasposizione cinematografica del musical di Broadway del 1982 ispirato alla pellicola del Maestro riminese”. Un cast incredibile in Nine dove svetta un sempre più bravo e convincente Daniel Day-Lewis (purtroppo assente a Roma per influenza) nei panni del protagonista Guido Contini, insieme ad una straordinaria Marion Cotillard ovvero sua moglie Luisa, Nicole Kidman nei panni della musa ispiratrice Claudia, Penélope Cruz l’amante Carla, Lilli la devota assistente Judi Dench, Sophia Loren la madre e Kate Hudson una giornalista di Vogue. Insieme al regista sono giunte nella capitale tre di questo straodinario harem di belle donne: Marion Cotillard, Penélope Cruz e Sophia Loren. Nel 1982 gli americani chiesero a Fellini se potevano mettere in scena un musical ispirato a 8 e mezzo e lui disse di sì a condizione che non venisse utilizzato lo stesso titolo e non venisse mai menzionato il suo nome. E così è andata. Nine è la storia di un uomo in profondissima crisi esistenziale, con un vuoto creativo che lo logora, con tutte le donne che ha avuto e che lo hanno ispirato che lo abbandonano anche perché lui non sa amare. Se non la sua arte, che per ora ha lasciato lui.

Osserva la Cruz: “Quello che maggiormente mi ha incuriosito in Carla è la sua passione per Guido, la sua ossessione per quest’uomo talmente forte da far mettere lei stessa in secondo piano. Per lui farebbe qualsiasi cosa. Ovviamente prima di girare ho visto Sandra Milo a teatro ma, soprattutto, mi sono servite moltissime le interviste che la Milo ha rilasciato a proposito di Fellini e del suo rapporto con lui. Trovare questo materiale è stato per me come trovare un tesoro. E così mi sono cominciata a chiedere: ‘Che cosa faceva Carla in quelle stanze di albergo mentre si preparava nell’attesa di Guido. Un’attesa che poteva benissimo anche essere vana perché lui poteva scomparire per giorni o settimane…’. Un’esperienza davvero profonda che mi ha messo anche alla prova con il canto e il ballo”. Marion Cottilard dichiara: “Io chiaramente ho pensato tanto a Giulietta Masina la moglie di Federico. Devo dire che ciò che mi ha maggiormente influenzato nel creare Luisa è stato il documentario sulla lavorazione di Apocalypse Now che la moglie di Francis Ford Coppola ha realizzato. Un lavoro pieno di amore e devozione per una donna che è sempre vissuta nella sua ombra ma, anche, dall’importanza fondamentale perché senza di lei lui si sarebbe perduto. Tutto ciò mi ha fatto capire quanto può essere difficile amare un uomo che vive per la sua arte, per la sua creatività. In Nine Luisa è una figura basilare. E’ coraggiosa, generosa, ama suo marito ma ha anche la capacità di farla finita con quel matrimonio. E dalla fine di quel rapporto rinasceranno due nuove esistenze. La ammiro molto per questo, non è facile trovare donne con questo carattere forte e consapevole”.

In una Roma del 1965 elegante, ricca, solare, quella del film e non quella di oggi, Sophia Loren c’era. E la grande dama afferma: “Ho sempre sognato di realizzare un musical e quando Rob mi ha chiamato ho accettato immediatamente. E poi avere la possibilità di fare la madre di Daniel Day-Lewis uno dei più mostruosi talenti viventi è stato un privilegio enorme. Quello che voglio ricordare di Federico è quando gli hanno consegnato l’Oscar alla Carriera a Hollywood e sul palco insieme a lui c’eravamo io e Marcello Mastroianni. Era il 1993, l’anno in cui poi ci ha lasciato, ed era emozionatissimo tanto che per stemperare il momento ha detto: “E adesso inquadrate mia moglie in platea che sicuramente starà piangendo”. E, infatti, così era la scena”.

Nine non ha ricevuto buone critiche negli Usa ma noi vi consigliamo la visione e speriamo soprattutto che tanta gente che non conosce l’opera di uno dei più grandi artisti che abbiamo avuto gli venga voglia di scoprirla. E si rivedano tutti i ‘sogni’ che Fellini ha impresso – per sempre - sulla celluloide.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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