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Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

Attualità, Recensioni

02/11/2010

Una coppia deve fronteggiare il dolore per la scomparsa del figlio di quattro anni in un incidente appena fuori dal cancello di casa. Tra recriminazioni inutili e una profonda disperazione, i due provano a sopravvivere alla propria pena in maniera differente.

Il gruppo di aiuto non funziona: lui e lei seguono strade differenti per tentare di resistere. Lo fanno con scarso successo, fino a quando, un giorno decidono di dovere trovare qualcos’altro e risolutivo.

Interpretato da Nicole Kidman e Aaron Eckhart, diretto dall’ex regista trasgressivo John Cameron Mitchell (Hedwig, Shortbus), Rabbit Hole (ovvero ‘la tana del coniglio’) è un film meno interessante e riuscito rispetto a capolavori come 21 grammi e, se si è genitori, potrebbe risultare perfino ‘irritante’. Tratto dall’omonimo dramma di David Lindsay-Abaire vincitore del premio Pulitzer, il film lascia molto perplessi.

L’ambientazione medio borghese, la deriva alcolica e oppiacea di lui, il freddo desiderio di lei di incontrare il ragazzo che, involontariamente, ha creato l’incidente fatale, fanno di questo film qualcosa di deja vu che senza aggiungere nulla al tema della maturazione del lutto, obbliga lo spettatore alla soffocante elencazione dei ricordi del bambino morto. A parte qualche sfogo e qualche pianto più o meno plateale, non si ha mai davvero la percezione che i due protagonisti ‘soffrano’ davvero. In particolare, durante la scena in cui vengono messi via i giocattoli del figlio, Nicole Kidman (per cui è inutile dire che già si parla di una semi automatica nomination all’Oscar con tanto di ovazione da parte della critica americana) ostenta un sorrisetto inspiegabile e decisamente fastidioso.

Al di là della forma del film che segue, in maniera lucida e affannata, tanto cinema migliore, quello che sembra risultare più incomprensibile è la scelta di costruire una trama tanto esile su un tema così forte che richiede un punto di vista importante e, possibilmente, nuovo.

I confronti ‘verbosi’ tra i coniugi, il dolore assopito tra fiumi di parole senza un vero contenuto e risvolto emotivo, fanno di questa pellicola un progetto difficile e complesso da digerire.

A sfuggire è, infatti, il senso ultimo di fare questo film: prendere due grandi attori e obbligarli ad interpretare un testo che non funziona, perché privo di qualche vero elemento di novità? Difficile dare una risposta, anche perché la cosa peggiore di Rabbit Hole è quella di vedere un’attrice come Nicole Kidman che ha meritato tutto quello che ha ottenuto nella sua carriera, offrire un’interpretazione del genere dove il suo nome non è più di alcuna garanzia per il progetto che viene proposto al pubblico. Lei fa ‘quello che può’, così come ha fatto in tutti i suoi ultimi film dal pessimo La Bussola d’Oro (un’altra trilogia rimasta incompiuta già al primo capitolo) al fragile Nine, dall’inutile Australia allo ‘straight to video’ Il matrimonio di mia sorella, Nicole Kidman ha centrato una serie fatale di progetti che lasciano davvero perplessi riguardo quello che sta accadendo alla carriera di questa attrice straordinaria, rovinata (ma questi sono fatti suoi) dalla chirurgia estetica e appesantita da scelte incomprensibili (e questi sono fatti nostri…).

Rabbit Hole risulta, dunque, un film che per modalità ed esecuzione mette quasi immediatamente fuori gioco lo spettatore meno disposto ai facili sentimentalismi e che dal cinema pretende di essere ‘rilevante’ e ‘lungimirante’ quando tratta argomenti dolorosi che raccontano tragedie.

Altrimenti, come in questo caso, il cinema perde il suo senso e il suo primato intellettuale per diventare già visto e – peggio ancora – pericolosamente compiaciuto del sorpasso della forma rispetto al contenuto.

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

8 COMMENTI

  • Image User
    MM67
    il 03/11/2010
    alle 0:38

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    tramonto di una star? voi avete veramente fumo negli occhi e nel cervello. nient’altro da aggiungere, solo: vergognatevi.

  • Image User
    steven43
    il 03/11/2010
    alle 1:09

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    Certo che non avete capito niente. Al posto di guardare il classico film strappa lacrime ridicolo ma soprattutto già visto, non volete ammirare quest’opera originale che ci racconta la vera realtà di una perdita.

  • Image User
    MM67
    il 03/11/2010
    alle 1:25

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    bisogna smetterla di scrivere recensioni con il cervello. qualche volta sarebbe bello scriverle con il cuore e smetterla di essere degli snob cinici

  • Image User
    Marco Spagnoli
    il 03/11/2010
    alle 2:08

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    Gentile MM67,

    Come dice Woody Allen ‘il cervello è il mio secondo organo preferito’ quindi temo sia complesso per me rinunciarvi.

    Detto questo, vorrei domandarle cosa la autorizza ad insultare chi scrive una recensione dove, con tutto il beneficio dell’inventario e della possibilità di esprimere un’opinione personale, è palpabile il dispiacere di avere visto qualcosa al di sotto delle proprie aspettative.

    Detto questo: il film avrà un enorme successo, Nicole Kidman vincerà l’Oscar, lei sarà molto felice. Solo i suoi insulti, ahimé,  resteranno. Snob? Cinico? Vergognarmi? E di cosa? Di avere espresso un’opinione difforme dalla sua? Di avere elencato la serie di insuccessi che questa diva (di cui ho ricordato le qualità straordinarie) ha centrato uno dopo l’altro (limitandomi agli ultimi anni).

    Che a lei piaccia il film e che pensi che chi scrive abbia avuto un abbaglio è una cosa.

    Che lei parli di ‘fumo negli occhi e nel cervello’ è veramente un’altra.

    Nessuna recensione potrà rovinarle il piacere di avere visto un film.

    Scrivere quello che ha scritto lei, invece, è veramente inaccettabile soprattutto perché immotivato.

    Crede che ad uno che ama il cinema faccia piacere vedere qualcosa che non apprezza?

    Crede davvero che ci si diverta a parlare male di un film?

    Crede sinceramente che si voglia risultare patetici nell’ipotizzare a malincuore un capolinea in vista per la carriera di un’interprete strepitosa?

    Crede che non mi farebbe piacere potere essere smentito dai fatti?

    Queste domande sì, gliele pongo con il cuore.

    Marco Spagnoli

    PS Non l’ho fatto nella recensione, ma adesso credo valga la pena farlo:
    ‘Rabbit Hole’ è stato scartato dai Festival di Venezia e di Cannes del 2009. Dopo un rimontaggio è stato preso a Toronto e Roma 2010, ma,a quanto pare, non dai due Festival principali.

    Questo, ovviamente, non significa che io abbia ragione (non credo che esista una categoria del genere nell’opinione), ma sicuramente non sono l’unico ad avere avuto delle perplessità.

    Claudio Masenza, di contro, uno dei maggiori critici italiani, lo ha adorato considerandolo il suo film dell’anno. Non per questo la mia stima, affetto e simpatia nei confronti di Claudio sono venute meno. Ho provato a capire le sue ragioni, ma, sinceramente, non mi trovo d’accordo con lui. E’ un problema? Certamente no. Almeno non per me che credo nella diversità, nel valore della discussione e non nell’omologazione.

    La differenza di opinioni è una ricchezza per il confronto, non certo per l’insulto.
    La Cultura passa per l’integrazione delle differenze non per la delegittimazione dell’altro.

    Recentemente nel caso di ‘The American’ che ho molto apprezzato, mi sono trovato solo a difendere un film che il 99.99% delle persone ha odiato.

    Io resto della mia opinione e gli altri della loro. Non è meraviglioso? Non per questo, però, ho pensato di modificare il giudizio verso il prossimo.

    La ringrazio per la sua passione nel volere sostenere un film, ma mi rammarico della modalità che lei ha scelto.

  • Image User
    MM67
    il 03/11/2010
    alle 2:51

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    “Crede sinceramente che si voglia risultare patetici nell’ipotizzare a malincuore un capolinea in vista per la carriera di un’interprete strepitosa?”
    Io credo che lei stia dando fiato a pareri che ha letto qua e la e che ha messo assieme traendo le conclusioni sbagliate. Lei mi ha fatto molte domande, ora gliene faccio una io: crede davvero che unì‘attrice che sta per essere candidata all’Oscar per la terza volta, che ha in cantiere tanti progetti come attrice e come produttrice, che ritornerà a Broadway con un dramma di Terrence Williams sia al capolinea? Ne è davvero sicuro? Non voglio dire che sia patetico, ma esagerato assolutamente si. E’ una prospettiva che proprio non si sta avverando. E’ nel torto, mi scusi, ma è così. Bisogna essere umili abbastanza da poterlo accettare.
    I inoltre, il mio commento non era riferito a lei direttamente ma a certe recensioni che ho letto che si lamentavano della troppa linearità e banalità. E’ un fatto che non esiste. Il film è  buono proprio per questo, tutti sono liberi di pensarla come vogliono, ma ripeto, bisogna essere umili abbastanza per: a) cominciare a porsi in modo diverso in modo tale da non urtare la pazienza e la sensibilità di chi legge, b) smettere di credere che siccome si scrive su un sito famoso allora ci si deve sentire “più autorizzato” ad esprimere un commento (ma questo non riguarda il suo caso), c) nel constatare che se 100 recensioni sono positive e 5 negative allora forse bisognerebbe rivalutare il proprio parere, o almeno pensarci un attimino di più su ciò che si è scritto.
    Se lei si è sentito così scosso e così toccato dalle mie parole mi scuso, ma ripeto non erano riferite a lei direttamente, ma mi duole inserirla nel gruppo di critici che io credo abbiano più voglia di fare i bastian contrari che mettersi una mano sul cuore e cominciare a lasciarsi trasportare. Ma lei mi è più sembrato occupato a distruggere inutilmente Nicole Kidman che grazie a Dio sta ancora salda nella sua posizione che davvero analizzare quello che va o che non va nel film. Se ha assistito alla conferenza stampa saprebbe che Aaron Eckhart ha detto che a lui piacerebbe vedere giornalisti che si rivolgono al film non con “il film con attore A, attore B, ecc” ma come al film che parla di una certa storia, lei ha fatto esattamente il contrario, dando troppa importanza a Nicole Kidman come personaggio che come interprete del film.
    Tra le altre cose le poche motivazioni che lei ha scelto sono per me francamente discutibili. Lei ha detto cose molto vere, integrazione e bla bla bla, ma qui non è il momento e il luogo di lasciarsi andare a frasi fatte preconfezionate, visto che mi pare lei si stesse lamentando di questo in Rabbit Hole.

    “PS Non l’ho fatto nella recensione, ma adesso credo valga la pena farlo:
    ‘Rabbit Hole’ è stato scartato dai Festival di Venezia e di Cannes del 2009. Dopo un rimontaggio è stato preso a Toronto e Roma 2010, ma,a quanto pare, non dai due Festival principali.”
    No, mi dispiace. Ho seguito la produzione del film nei minimi dettagli e a Cannes 2010 (non 2009, forse si è sbagliato) non è potuto andare perchè non era terminato e a Venezia 2010 perchè doveva già partecipare a Toronto, che non mi pare sia un festival secondario anzi, è diventato il secondo festival al mondo. Si informi meglio.
    Le perplessità se ci sono state sono state sotterrate sotto un mare di splendide recensioni. Questo dovrebbe darle qualcosa su cui pensare.

  • Image User
    MM67
    il 03/11/2010
    alle 2:58

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    Comunque mi scuso per i toni accesi, ma credo si sia raggiunto un limite che temo sia pericoloso.
    Se cominciamo a fare gli schizzinosi per una carriera come Nicole Kidman allora di chi dovremmo essere soddisfatti?

    Rabbit Hole è uno dei punti più alti della sua carriera che testimoniano il suo grande talento non solo come interprete ma anche come produttrice. Il capolinea? Se ne parla tra 30 anni.
    Quello che cerco di farle capire io è che anche lei ha sbagliato nei toni secondo me, il suo articolo è al vetriolo, non lascia nessuno spazio al dialogo, ha mitragliato all’impazzata secondo me se senza soffermarsi su parecchi punti essenziali della carriera di questa straordinaria attrice negli ultimi 5 anni.

  • Image User
    Francesca
    il 03/11/2010
    alle 19:01

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    A me viene solo da ridere. Prima di tutto credo che Rabbit Hole sia un film molto bello,asciutto, che non ti chiede di piangere continuamente ma di rimanere soffocato alla fine del film quando gli “e poi” diventano pesanti, massacranti, dolorosi, angoscianti. Soffocato dalla paura che la vita sia anche così. Così. Nulla di più. Dalla paura che il dolore non passa e diventa diverso,spingendo a mutilarti con gli “e poi” con cui vorresti coprire ogni attimo per non pensare. Sinceramente mi chiedo se lei fosse in sala a vederlo il film, perchè io c’ero. E c’ero veramente. Con le lacrime alla fine, quando c’erano i titoli, impietrita in sesta fila mentre tutti si alzavano ad applaudire. Impietrita. Quando vedevo le persone che piangevano, innumerevoli, mi sono detta: Dio ma piangono! Piangono di un film non strappalacrime! Che affronta il dolore in maniera cinica e fredda! Loro piangono. Sì, perchè hanno capito cosa avevano visto. Nicole non era al tramonto, bensì all’alba , viveva nel film in quell’aura di cui si era ricoperta fino a poco tempo fa. Ed Aaron era un appoggio, non una macchia vicino a lei. Non credo lei abbia visto il film. Non lo credo. E sostenere: il film avrà successo, lei avrà l’oscar, non la mette in condizione di salvarsi in corner. Anzi, dà a questi riconoscimenti un valore simile al minimo sindacale. Ed è sbagliato. Penso inoltre che non siano i critici a capirci di cinema, ma chi il cinema lo vede senza guardare alle labbra rifatte, ai pettorali, alla scenografia o al vestito. Il cinema lo capisce chi apprende cosa è stato voluto condividere con il mondo. Quale storia aveva il diritto incontrollabile di essere raccontata. Cosa era giusto presentare. E questo film presenta il dolore come difficilmente è stato fatto. E gli attori erano all’altezza, anzi , più in alto di quello che si poteva sperare. Non facevano ciò che potevano, facevano di più. Erano lì a dirti perchè gli “e poi” della vita sono così impossibili da digerire e perchè tutti ci ritroviamo di fronte ad un cancelletto aperto chiedendoci: cosa avrei potuto fare di diverso? cosa devo fare? ma soprattutto…ora, cosa farò?

  • Image User
    Angelica
    il 10/11/2010
    alle 6:34

    Nicole Kidman: tramonto di una Star? The Rabbit Hole di John Cameron Mitchell

    una recensione pessima, presuntuosa e inutile. una delle peggiori che abbia mai letto. non tanto per il giudizio sul film, ci mancherebbe, ma per la serie di cantonate, inesattezze e disinformazioni che l’autore rivela palesemente. e un’altra cosa, quando si scrive di un film, la porta del gossip è meglio chiuderla.  io vorrei leggere di Cinema. ai limiti del ridicolo e offensivo per chi legge!

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