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Nicola Zingaretti: Nessuna sala del Lazio chiuderà nel 2013

Attualità, Personaggi

04/02/2013

Il candidato del Centrosinistra alla Presidenza della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha dialogato con i principali rappresentati dell’industria dell’Audiovisivo laziale ed italiano durante un affollatissimo incontro tenutosi presso la sede dell’Anica a Roma con le associazioni di categoria rappresentate dal Presidente dell’Anica Riccardo Tozzi, da Angelo Barbagallo (Unione Produttori), Fabiano Fabiani (Associazione Produttori Televisivi) e dallo sceneggiatore Andrea Purgatori in rappresentanza dei Centoautori.

Molti i temi affrontati in profondità per quasi due ore, toccando tematiche legate allo sviluppo del comparto e alla difesa dei posti di lavoro di un’industria che nel Lazio ha oltre centomila addetti. “Mi presento come un interlocutore credibile per coniugare gli interessi particolari di un’industria specifica a quello che è un progetto collettivo.”

Ha esordito Zingaretti che ricordando come il Lazio negli anni Ottanta producesse da solo lo 0,57% del PIL mondiale e che nel 2017 produrrà appena lo 0,20% ha insistito sulla necessità di affrontare i problemi del settore audiovisivo in un’ottica più ampia che sia in grado di abbracciare complessivamente l’intero rinnovamento del progetto di sviluppo della Regione. Andando nello specifico delle questioni sul tappeto, Nicola Zingaretti è andato a toccare una serie di punti nodali a partire dal tema dell’esercizio come presidio di cultura, di vetrina della produzione nazionale e non solo “Nessuna sala chiuderà nel 2013 e su questo obiettivo è necessario convogliare gran parte delle nostre risorse a disposizione.” Dice in candidato del Centro Sinistra “Il metodo che quello che si può riproporre è quello di un patto tra le istituzioni e le associazioni rispetto ad una strategia condivisa facendo le scelte nelle stesse direzioni. In un momento di mancanza di risorse è necessario riaccendere i motori per un determinato numero di soggetti produttivi, stabilendo un patto chiaro, alla luce del sole, condiviso da tutti. Dobbiamo dimenticare l’idea secondo cui un’istituzione come la Regione sia irriformabile e fare un’adeguata pianificazione per superare il meglio possibile le problematiche fortissime presenti dinanzi ai nostri occhi.”

Invocando, quindi, una cabina di regia in grado di operare sui temi dell’audiovisivo in maniera chiara e condivisa, Zingaretti insiste sulla necessità di modernizzare e ampliare le sale entro la scadenza del dicembre 2013 quando la pellicola sparirà dalla produzione, mettendo, di fatto fuori mercato tutti i cinema che non si saranno adeguati in tempo. “Dobbiamo darci tutti insieme un obiettivo credibile per raggiungere nei prossimi cinque anni la rete cinematografica e distributiva sul territorio laziale. Questo è uno degli obiettivi strategici necessari per uscire dalla genericità delle promesse di sostegno all’esercizio.

Non sottraendosi alle domande da parte di produttori, esercenti e distributori, Nicola Zingaretti insiste sulla necessità di una legge quadro oppure – se non vi saranno i tempi – di un protocollo d’intesa rispetto a tutte le parti coinvolte. Annuncia il desiderio di volere rifinanziare la legge sull’audiovisivo che negli ultimi anni ha contribuito a fare restare sul territorio molte produzioni impendendo la loro trasferta all’estero in paesi dell’Est, con modalità e tempi da definire e ha ribadito la non contrarietà alle nuove edizioni del RomaFictionFest e, in particolare, del Festival di Roma che, però, va profondamente cambiato.

“Non ho motivazioni di credere che esistano le condizioni per un passo indietro.” Conclude Zingaretti “Si è fatto però un errore abbastanza incomprensibile nel trattare in maniera errata un oggetto che, essendo produzione culturale, richiede una grande delicatezza. Si è sostituito ad un modello, quello che è un ‘non modello’. Il modello di promozione del cinema presso il pubblico è stato lasciato per qualcos’altro che, però, non ha funzionato. Il problema enorme sarà quello di ridargli un’identità, qualunque essa sia, per capire se quel progetto culturale sarà da sostenere o meno. Personalmente sono pronto a ricredermi, però, se sarò Presidente avrò il dovere morale nei confronti dei cittadini di fare delle scelte oculate. Anche perché, alla fine, le cifre di investimento pubbliche su quel Festival sono molto elevate. La richiesta di rigore e di sostenibilità saranno necessarie per evitare lo sperpero delle risorse pubbliche.”

Scritto da Marco Spagnoli
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