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Negli Usa è guerra alla pirateria

Attualità, Trade

01/03/2013

Grazie ad un accordo tra le major discografiche e cinematografiche e gli internet service provider, e con la benedizione del Presidente Obama, è entrato in vigore negli Usa il  Copyright Alert System soprannominato "six strikes", ovvero un sistema di avvertimenti graduali che verranno rivolti a tutti gli utenti che scaricano contenuti protetti da copyright. "Six strikes" si riferisce infatti a sei comunicazioni successive che attendono il 'pirata' più coriaceo, che scarica musica o film dai siti di file-sharing, il primo messaggio per comunicare all'utente che sta scambiando file pirata; il secondo ribadisce 'per la seconda volta' il concetto e il terzo è una specie di raccomandata online con richiesta di conferma di avvenuta ricezione dell'avviso. Dal quarto messaggio l'utente, a discrezione dei provider, potrà vedersi ridurre la velocità di navigazione, rendendo pertanto quasi impossibile il downloading, e successivamente la navigazione verrà bloccata e potrà essere ricollegata solo dopo un 'chiarimento'  con l'Isp. Dopodiché la pratica dovrebbe passare alla magistratura. Insomma un'azione molto forte e determinata che ha destato non poche polemiche da parte dei difensori degli utenti e della privacy, in quanto il sistema prevede per le società di connessione la facoltà di esercitare un controllo attivo nelle abitudini dei propri utenti. Grande soddisfazione invece da parte dell'industria dello spettacolo che vede finalmente il riconoscimento dei propri diritti oltretutto in un momento positivo, in particolare per l'industria discografica, che accanto alla diminuzione del fenomeno della pirateria, comincia a rivedere, dopo anni di crisi,  un forte incremento del proprio fatturato grazie proprio al downloading legale. Sono adesso cinque i paesi che si sono dati un sistema di regolazione contro la pirateria online, Usa, Francia, Inghilterra, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Altri hanno in discussione dei provvedimenti analoghi. In Italia dopo la marcia indietro del Governo Monti, adesso dovremo vedere cosa ne pensa Beppe Grillo. 

Scritto da Piero Cinelli
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