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Naomi Watts

14/12/2005
Intervista a Naomi Watts
Dopo Fay Wray nel film del 1933 e dopo Jessica Lange nel 1976 (che, però, aveva un altro nome), Naomi Watts interpreta Ann Darrow, la donna destinata a finire nelle mani del gorilla più famoso del mondo. Un'icona del cinema moderno che la bionda trentasettenne attrice nata in Inghilterra, ma vissuta in Australia, affronta con il solito fascino che contraddistingue la sua recitazione.
Ann Darrow è – in un certo senso – un sex symbol…
Questa versione di King Kong è ispirata da un maggiore buon gusto rispetto a quella degli anni Settanta che era un po' più banale. Il mio personaggio vive con Kong momenti sensuali dove non c'è, però, nessuna sessualità coinvolta. Il loro affetto è qualcosa di ispirato ad una comprensione comune. Sono due esseri diversissimi tra loro che sono stati soli per lungo tempo e che finiscono per trovarsi insieme. Si riconoscono l'una nell'altro e – per questo – è un sentimento di grande protezione reciproca ad ispirare il loro rapporto.  Parte della nostra relazione è molto simile a quelle degli esseri umani: rabbia, gelosia e tutto il resto.
Questo è un personaggio particolare perché fortemente radicato nell'immaginario collettivo degli anni Trenta…
Lei ha ragione: Ann Darrow è una bellezza archetipica. E – alla fine – è risultata  molto più dinamica della maniera in cui è stata scritta. Credo che ci sarebbero state tantissime belle ragazze più appropriate per questo ruolo di quanto possa essere stata io.  Peter Jackson e Fran Walsh l'hanno adattata su di me.
…Che, però, proprio brutta non è…
La bellezza al cinema dipende principalmente da due fattori: trucco e luci. In genere, nella vita di tutti i giorni, non mi riconosce mai nessuno. Io appaio molto diversa sullo schermo. Non mi preoccupo mai dei paparazzi, perché  - se non è un'occasione ufficiale dove sanno che mi troveranno là - non si accorgono della mia presenza. Mi sorprende sempre il fatto che qualcuno mi riconosca. Sono una ragazza molto normale che se non beve il caffè e non fa la doccia la mattina passa del tutto inosservata.
Alla fine lei non si innamora di King Kong?
Sinceramente non lo so. Lavorando con Andy Serkis sulla cui recitazione sono  state costruite le animazioni di Kong rendeva molto facile la possibilità di innamorarsi di lui.
Lei è l'unica donna di un cast tutto maschile…
Che, peraltro, viene rapita e strattonata per tutto il film…a parte questo credo che il film sia profondamente femminile, perché scritto da Peter Jackson insieme a sua moglie Philippa Boyens e prodotto insieme alla sua amica Fran Walsh. Diciamo che è proprio una sensibilità femminile a proposito della storia a guidare la narrazione.
Parliamo degli effetti speciali…
E' un processo un po' bizzarro in cui l'attore segue un percorso obbligato fatto di punti e di luci. E' qualcosa che non capisco completamente e che rende un po' duro recitare. Posso affermare con certezza che Peter Jackson è un regista dal talento straordinario che – nella sua mente – sa esattamente ogni singolo effetto digitale come risulterà sullo schermo. Io, invece, ne potevo avere un'idea molto vaga.
La scena più difficile?
La  sequenza della lotta contro il dinosauro. Peter mi ha mostrato le immagini del dinosauro che era molto simile a quello della versione del 1933, ma – a parte – questo non c'era veramente nulla. Non è facile immaginare davanti ai propri occhi una lotta e reagire di conseguenza in maniera credibile.
Ha girato lei stessa le scene d'azione?
Tutte tranne un paio che erano veramente pericolose.
Dopo The Ring 2 e King Kong lei ha interpretato il drammatico Stay insieme a Ewan McGregor diretta dal regista di Neverland, Marc Forster. Film completamente diversi tra loro…
Il complimento più bello che posso ricevere come attrice è quello di interpretare film diversi tra loro. Personalmente mi sento affascinata da tutto il cinema e non guardo ai generi, ma soltanto alle storie. Non ho mai lavorato in una produzione più grande di King Kong e i due The Ring sono stati la cosa più vicina a questo film che è un vero e proprio grande evento. Sarebbe sbagliato, però, considerare questa pellicola come un semplice blockbuster costato diversi milioni di dollari. King Kong è un film fatto da effetti speciali, azione, umorismo, amore e tragedia. Attraversa uno spettro molto vasto di emozioni e sentimenti diversi. Tutto questo grazie al talento di un genio come Peter Jackson.
Scritto da ADMIN
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