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Nanni Moretti in Vespa è come John Wayne a cavallo?

15/09/2008

Si intitola Meduse il primo film straniero ad uscire nelle sale a partire dal prossimo 16 novembre, sotto l’egida della Sacher Distribuzione di cui è direttore artistico Nanni Moretti. Scritto e diretto da Etgar Keret & Shira Geffen, Meduse è una pellicola di produzione israeliana e ha vinto la Camera d’Or alla scorsa edizione del Festival di Cannes. “Nanni Moretti per noi è un eroe.” Raccontano i registi “La prima volta che siamo venuti a Roma, un amico ci ha portato nel ristorante dove mangia sempre Nanni per farci ‘sentire’ un po’ come lui. “E’ un po’ come se lui fosse tra noi…” diceva il nostro amico. Non avremmo mai immaginato che il nostro primo film sarebbe stato, un giorno, distribuito proprio da Moretti. E’ gente come lui che si è conquistata la sua libertà a ispirare persone come noi. Per lui l’arte è una liberazione e Moretti è totalmente libero in ciò che fa. Se persone come noi che non hanno mai diretto un film, decidono di esordire alla regia, lo fanno perché hanno preso il coraggio dal lavoro di artisti come Nanni.” Nel film c’è un riferimento ad un ‘Vespone’ un segno del destino che li avrebbe legati al cineasta romano ? “Devo ammettere.” Continua Keret, scrittore noto in Israele “che quando ho incontrato Nanni per la prima volta sono rimasto un po’ deluso. L’ho visto arrivare a piedi, mentre mi aspettavo di vederlo sul suo scooter. Per noi Nanni Moretti in Vespa è come John Wayne a cavallo. Nanni Moretti è un punto di riferimento e andare a cena con lui è stato il coronamento di un sogno.”

Ambientato nella caotica Tel Aviv di oggi Meduse racconta di Karen che, il giorno del proprio matrimonio, si rompe la gamba e non può, così, partire per il suo viaggio di nozze ai Caraibi. Nel frattempo una ragazzina esce dal mare e inizia a seguire Batya, mentre Joy una badante filippina fa riconciliare l'anziana signora per cui lavora con sua figlia. Una pellicola corale incentrata su una serie di storie che ritraggono un mondo alla ricerca di amore e di qualcosa da ricordare o dimenticare. “La vita a Tel Aviv è più o meno come si vede nel film.” Raccontano i due autori. “La guerra è una presenza nelle nostre vite, ma qui volevamo mostrare quello che è l’esistenza quotidiana. Noi non viviamo in un Israele come quella che si vede alla CNN. Il nostro è un mondo molto reale e normale.” Etgar Keret aggiunge: “Quando Shira ha terminato la sceneggiatura non abbiamo, immediatamente, pensato a noi come registi. Il problema è che quando l’abbiamo portata a leggere ad alcuni cineasti molto famosi nel nostro paese, questi non la comprendevano in pieno e ritenevano necessario apportare dei cambiamenti. Noi, invece, abbiamo preferito mantenerla così l’avevamo scritta. Io ero innamorato di questo script e così io e Shira ci siamo convinti reciprocamente di essere in grado di dirigerlo.” Shira spiega: “Ho scritto questo film pensando un po’ a me. Le tre donne protagoniste rappresentano parti di quello che sono io. Inconsciamente, così, per uno dei ruoli abbiamo scelto Noa Koller che mi assomiglia anche fisicamente.”

A Gennaio, poi, Sacher Film distribuirà anche il titolo vincitore del Leone del Futuro
- Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” La Zona del messicano Rodrigo Plà, presentato alle Giornate degli Autori dirette da Fabio Ferzetti. Acclamato dal pubblico e titolo guida del gossip del piccolo mercato veneziano, il film è un’altra testimonianza della rinascita e dell’ottimo stato di salute della cinematografia messicana. 'La zona' citata nel titolo è un ricco vicinato nel cuore di Città del Messico, circondato dalla povertà e protetto dal resto del mondo da cancelli e guardie armate. Nonostante le protezioni, però, tre uomini riescono ad irrompere in una villa, uccidendo per sbaglio l'anziana proprietaria, e lasciandosi sfuggire la domestica che avverte la Sicurezza privata. La caccia ai tre ladri sfocia in un finale tragico e il film riflette con intelligenza sul senso stesso del termine 'giustizia'.
La scelta distributiva di Nanni Moretti, da vari anni esercente lui stesso con il cinema Nuovo Sacher di Trastevere, può essere considerata ufficialmente la creazione di un marchio ‘doc’nell’ambito del Cinema di qualità.

Scritto da ADMIN
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