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Nanni Moretti: Il Festival di Torino come opportunità di rilancio per il cinema indipendente

15/09/2008

“Uno dei motivi principali dell’esistenza del Festival di Torino è proprio quello di volere essere una vetrina, ma anche un’opportunità e una bandiera per il cinema indipendente, di ricerca, non convenzionale e un po’ meno pigro di quello che vediamo di solito. Da sempre il Torino Film Festival ha questa funzione e noi operiamo nel segno della continuità.” Dice il direttore artistico Nanni Moretti che, pur non volendo fare polemica, ha evidenziato come motivi di attrito con i Festival di Venezia e Roma, esistano ancora.

“Non sono io a dirlo, ma il calendario.” Ha spiegato “Se c’è settembre e c’è novembre, mettere un Festival ad ottobre non può non creare problemi. Soprattutto se questo Festival ha varie sezioni ed un concorso. Altro che rassegna di Star americane! E’ un Festival completo. La mia non è una polemica, bensì ho voluto semplicemente prenderne atto. Basta. Non c’è niente da fare. Le cose stanno così, cerchiamo di accettarle per come sono.” Milleduecento film visionati, numerose sezioni, incontri con i registi e due retrospettive dedicate a Wim Wenders e a John Cassavetes sono soltanto alcuni dei numeri di questa edizione del Festival di Torino di cui Moretti di dice molto soddisfatto: “Io non faccio le cose per farle o per mettere la mia firma. Se ci sono lavoro. E per questo Festival ho visto centinaia di film senza perdere, poi, il piacere di andarmene al cinema a vederne altri anche per conto mio.”

Moretti che proprio questo mese inizia la sua avventura anche come distributore di film indipendenti non solo italiani nota: “Come esercenti abbiamo un osservatorio privilegiato e ci accorgiamo prima degli altri di quello che sta succedendo. Quando ero ragazzo io, lo spettacolo per eccellenza era quello delle 22.30, mentre oggi le cose sono molto cambiate. Per la maggior parte dei film, non per tutti, è uno spettacolo che non esiste più. Quando abbiamo aperto il nostro cinema Nuovo Sacher sedici anni fa, lo abbiamo fatto con una pellicola di Ken Loach. Era uscito solo da noi. Per fortuna di Loach e del pubblico un suo film, oggi, esce a Roma in sei – sette sale. Vent’anni fa, però, alcuni film avevano un loro pubblico, mentre oggi si fatica un po’ di più. Un mio amico, recentemente, mi ha detto a proposito del fatto che il pubblico del Nuovo Sacher è sempre lo stesso e non c’è ancora un vero ricambio: ‘Vedi, ci hai messo quindici anni ad avere un tuo pubblico e tra un po’ saranno tutti morti…”

Scritto da ADMIN
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