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Nannerl, la sorella di Mozart al 12º Festival de Cine

Anteprime, Attualità

05/04/2011

LAS PALMAS DE GRAN CANARIA. Splendido avvio dei film in concorso al 12º Festival de Cine con una perla del cinema francese: nuova, imprevista, accattivante. “Nannerl, la soeur de Mozart”, (Nannerl, la sorella di Mozart), scritto e diretto da René Féret, 65 anni. Dopo l'esordio nel 1975 col premiato “Histoire de Paul”, e in concorso a Cannes nel 1977 con “La communion solennelle”, il regista francese ha realizzato una dozzina di film. Autore defilato, sceneggiatore e produttore, ha dato vita a un film che rappresenta con rigore e cognizione le atmosfere del XVIII secolo. Ne evidenzia comportamenti e costumi attorno a una famiglia speciale, i Mozart. Leopold (Marc Barbé) è il padre che sacrifica la famiglia per curare il genio dell'undicenne Wolfgang (David Moreau); la moglie è Delphine Chuillot, e la figlia quindicenne Nannerl, Marie Féret.

Prendendo spunto dalle lettere che Leopold scriveva all'amico Salzburg che finanzió una viaggio di tre anni attraverso l'Europa per far conoscere ai reali dell'epoca il talento del piccolo Mozart, il regista mette in primo piano il dramma di Nannerl, ragazza dotata di talento musicale, che suonava violino e clavicembalo col fratello, ma alla quale il padre non diede mai lezioni di composizione. Era usanza dell'epoca, escludere le donne da molte professioni, ed era decisione di Leopold puntare tutto sul bambino prodigio. E quando nella finzione del film Nannerl incontra il delfino di Francia, diciassettenne, che le chiede di comporre musica per lui, scoppia il dramma della ragazza. Decide di restare a Parigi, mentre la famiglia si reca a Londra, e si mantiene dando lezioni di violino. A Parigi conosce anche la giovanissima sorella del delfino di Francia, rinchiusa in un monastero per ragioni di stato, la cui condizione riflette la sua. E quando il timido e riservato delfino stravolge la propria esistenza seguendo l'esempio della vita libertina del padre, Luigi XV, Nannerl non pensa piú di imporsi come musicista, ma raggiunge la famiglia e accetta di essere parte del successo del fratello.

Merito del film, favola triste di due ore allietata dalle musiche di Marie-Jeanne Séréro che fingono le composizioni musicali di Nannerl, è quello di aver descritto lo spirito di un'epoca, il contrasto tra il lusso di corte e la condizione delle donne, ma soprattutto di aver concesso spazio a un'ombra, la sorella di un genio che si sacrificó per il suo successo. Gli sopravvisse quarant'anni, ne curó le opere e lavoró alla loro promozione. Si spense a 78 anni, povera e cieca.

Produttore con piccoli budget, Réne Féret ha realizzato un film compatto, coinvolgendo la famiglia: Nannerl e la sorella del delfino, infatti, sono le sue figlie, Marie e Lise, le quali interpretano con garbo e rigore due ruoli essenziali. Lui stesso appare nei panni di un maestro di musica, e altri due Féret figurano tra i tecnici. Benvenuta, quindi, la famiglia che da unitá a una vicenda che coniuga fatti storici con l'esuberante immaginazione del regista e  che rende giustizia a una grande donna vissuta all'ombra del fratello. 

Scritto da Renzo Fegatelli
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