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Monuments Men, l’importanza dell’arte per la vita e per la storia

Attualità, Recensioni

13/02/2014

A circa tre anni da Le Idi di Marzo, George Clooney torna dietro la macchina da presa per dirigere Monuments Men, un film ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, che racconta un fatto realmente accaduto, sconosciuto alla maggior parte del mondo. La sceneggiatura curata dallo stesso Clooney in collaborazione con Grant Heslov, porta sul grande schermo l’interessante storia di un gruppo di storici e appassionati di arte che si riuniscono in una task force un po’ speciale, per recuperare alcune preziose opere che Hitler e il suo esercito avevano trafugato e nascosto in giro per l’Europa. 

Saresti disposto a morire per salvare un’opera d’arte? Questo è il difficile quesito intorno al quale è costruita l’intera narrazione, che vuole far riflettere sull’importanza dell’arte nella vita di un Paese, ma anche di ogni singolo individuo, come testimonianza della propria esistenza, delle proprie conquiste e di un passato che, tra alti e bassi, rappresenta comunque una crescita culturale e personale. I Monuments Men sono interpretati da un cast che non ha bisogno di presentazioni. Accanto a Clooney, il simpatico Bill Murray, John Goodman, il francese Jean Dujardin al suo secondo film americano dopo The Wolf of Wall Street, Bob Balaban, Matt Damon e la bravissima Cate Blanchett. L’unica ‘matricola’ è il giovane Dimitri Leonidas che interpreta Herry Ettlinger, l’unico Monuments Men sopravvissuto, ancora vivo, che ha potuto testimoniare la realtà dei fatti e delle emozioni provate nel portare a termine quell’ impresa straordinaria e a tratti surreale. 

Hitler non voleva semplicemente rubare le opere d’arte, ma distruggerle per cancellare quei popoli e far finta che non fossero mai esistiti” ha sottolineato George Clooney in conferenza stampa a Milano. Il sacrificio di questi uomini e la loro fede nel patrimonio artistico dell’Europa ha permesso di andare avanti e di mostrare un dipinto o una scultura alle nuove generazioni, in grado così di conoscere la loro storia e le loro origini. Clooney come regista si allontana dal registro dei suoi successi passati come Le Idi di Marzo, Good Night Good Luck e questo nuovo film risulta piuttosto scanzonato. Pur trattando un tema interessante e coinvolgente, la sceneggiatura lascia spazio a battute e gag esilaranti tra i protagonisti. Sicuramente il punto di forza è il cast stellare, da non perdere insieme sulla scena, ma la mano critica e di solito più cinica del Clooney regista, in Monuments Men, non è presente. Il film quindi funziona, seppur con qualche difetto, e la perfetta alchimia tra gli attori protagonisti diverte e intrattiene dall'inizio alla fine. Monuments Men ha acceso i riflettori su una storia educativa che permette di far conoscere al mondo un gruppo di uomini degni di essere ricordati.

Scritto da Letizia Rogolino
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