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Montaldo al Saturno Fest ci parla di Volonte’ e del documentario oggi…

Attualità, Interviste, Personaggi

04/12/2013


Il Saturno Film Festival, giunto quest’anno alla sua Nona Edizione, si svolgerà dal 9 al 14 dicembre a Velletri, in Provincia di Roma. Il tema portante sarà quello della Famiglia ed il programma prevede la proiezione (e successivo incontro con registi) di film importanti come "Sacro Gra" di Rosi e "Che strano chiamarsi Federico" di Scola. Una delle sezioni fondamentali del festival è quella dedicata alla scuola. Durante la manifestazione, infatti, vengono organizzate diverse proiezioni matinée per le scuole, con incontri con registi, tavole rotonde e convegni. Una delle missioni del festival infatti, sin dalla sua nascita, è quello di sensibilizzare i giovani studenti delle scuole medie superiori e inferiori al cinema. Il Festival, diretto da Ernesto G. Laura, è presieduto dal regista Giuliano Montaldo, che ci racconta questo festival a partire da un illustre abitante di Velletri, che lui conosceva da vicino...

Montaldo, il teatro dove si svolge il Saturno Film Festival e' intitolato ad un attore magnifico, che lei ha più volte diretto e di cui era un grande amico, Gian Maria Volonte', cosa ci racconta del suo rapporto con la cittadina laziale?
Sono 19 anni che a tutti manca un mito e a me anche un amico...
Lavorare con lui voleva dire vedere già il film esattamente come lo avevi sognato. A Velletri lui aveva ritrovato una vita, aveva ritrovato la spensieratezza che Roma non gli permetteva. Come noto lui odiava i premi, l'apparenza, le interviste. La gente del cinema lo opprimeva, mentre nella casa che avevano abitato prima di lui De Filippo e la Pagnani aveva ricominciato a scherzare, cosa che la durezza della vita e il suo rigore gli avevano negato per anni. Faceva degli scherzi incredibili, una volta legò un asino alla porta di un suo amico, che lo trovo' al suo risveglio...

Maestro lei aprira' il Satirno Festival dialogando' con Gianfranco Rosi su Sacro G.R.A. Oggi si fa un gran parlare di documentario, grandi riconoscimenti, premi, sembra quasi lo si scopra ora...
Eh si, invece era un genere frequentato dai miei amici Antonioni, Florestano Vancini, Pontecorvo, Zurlini, erano dei maestri straordinari nel documentare la realtà. Certo andavano in giro con telecamere enormi, con il fonico ecc ecc, oggi e' tutto più facile, ma solo se si cattura l'emozione quella diventa opera d'arte.
Oggi con il telefonino si può arrivare a rubare l'emozione, ma prima del ciak un film bisogna scriverlo e non a caso per certi classici del cinema, italiano e non, il manifesto e molti titoli di coda non bastano a contenerli...
Voglio raccontare un aneddoto cui ho realmente assistito:
Ero a casa di Age. Dietro una porta chiusa si discuteva animatamente.. In anticamera con me c'era un un fattorino, terrorizzato perché temeva stessero commettendo un omicidio, una rapina... Ad un certo punto il poverino butta via il pacco e scappa via a gambe levate. Sa cosa stavano facendo Age, Scarpelli ed altri geniacci? Stavano 'sceneggiando', vivevano il film mentre lo scrivevano... Magari avessimo quello che oggi si chiama backstage' di quelle sedute di sceneggiatura, vedremmo molti capolavori come non li abbiamo mai visti..

Scritto da Titta Digironimo
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