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Monica Bellucci, a Taormina, parla di sé e dei progetti futuri…

Attualità, Interviste

13/06/2011

E’ stata l’ospite che ha aperto la manifestazione siciliana che, iniziata l’11 giugno finirà il 18, con una Master Class dove ha parlato molto della sua vita di attrice e privata. Stiamo parlando della nostra superstar internazionale: Monica Bellucci.

Al Festival di Venezia dovremmo vederla nel film di Philippe Garrel, Un eté brulant, che ha girato insieme al figlio del regista, lo splendido Louis Garrel. 46 anni la Bellucci, 28 Garrel (nella vita compagno di Valeria Bruni Tedeschi), nel film sono marito e moglie. “La differenza di età – racconta la Bellucci – nella storia raccontata da Philippe non ha nessuna importanza. Sono la moglie del personaggio interpretato da Louis e non è mai sottolineato gli anni che ci dividono. Se la pellicola fosse stata americana, invece, tutto si sarebbe puntato su questa circostanza. Noi attrici europee, rispetto alle colleghe di Oltreoceano, siamo avvantaggiate: il tempo che passa non rappresenta un’ossessione, un incubo. Anzi, ci porta esperienze di lavoro migliori. Io, per costruire i personaggi, gioco con le mie rughette”.

Incalzata dai giornalisti che l’hanno incontrata al Taormina Film Fest, la Bellucci ha raccontato di altri importanti progetti cinematografici, tutti d’autore. “Ho girato un film con Bahman Ghobadiha ricordato l’attrice – dove interpreto una donna iraniana a cavallo della rivoluzione e passo dai 30 ai 60 anni. Tra qualche mese mi trasferirò in Brasile per lavorare, in coppia con mio marito Vincent Cassel, sul set di Kim Chapiron. E porteremo con noi anche le nostre due figlie, Deva e Léonie, che hanno sei e un anno. Sono molto eccitata per questa trasferta famigliare, dato che solitamente, il lavoro di attore ti tiene lontano per mesi dalle persone che ami... ma in questo caso saremo tutti insieme. Mi piace lavorare con registi un po’ speciali che abbiano qualcosa da dire. E i nomi fatti fino ad ora sono di autori che hanno molto da dire, e lo fanno in maniera davvero intelligente ed interessante. Garrel lo stimo da sempre, ho visto tutti i suoi film e quando mi ha chiamato ero felicissima. Dell’iraniano Ghodabi avevo adorato I gatti persiani, che si era imposto a Cannes. Chapiron è stato lanciato al Tribeca Film Festival di Robert De Niro e proprio tramite De Niro ho potuto vedere alcuni suoi lavori. Ma questo non mi impedisce di lavorare in America o in Italia. Non ne posso parlare ma in Italia ho un progetto al quale tengo molto e che si preciserà nelle prossime settimane. Scelgo cosa fare con il criterio che siano film che mi facciano crescere, migliorare come essere umano”.

“Quello di Taormina è stato un invito speciale – conclude Monica – anche se non mi sento molto una maestrina quindi ho parlato di me, come essere umano, di quanto mi abbiano completato le mie figlie e di quante amiche realizzate abbia che non hanno figli. Quindi è tutto estremamente soggettivo. So quanto vale la bellezza ma so anche che da sola, senza la testa e la sensibilità, il suo potere e il suo valore si riducono a nulla. Insomma ho cercato di raccontare ai giovani, al pubblico la mia esperienza tra lavoro e privato. Spero sia risultato interessante”.

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Scritto da Nicoletta Gemmi
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