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Miral: Un fiore rosso, cresce nelle strade. Ne avrete visti milioni.

Interviste, Personaggi

02/09/2010

VENEZIA. Ma sicuramente non ne avrete visti milioni come la Miral di Julian Schnabel, interpretata dalla incantevole Freida Pinto (The Millionaire) purtroppo assente al Lido. Miral è un film che non può non commuovere, la storia di una ragazzina palestinese che vede la tragedia della sua terra, con una madre di cui il padrino abusava sessualmente, e un padre che è un santo e che le salva la vita. Come la sua insegnante, Hindi. Miral è la storia della Palestina e di Israele, una guerra che non finirà mai…?! Ma è anche la storia di quattro donne: Hindi, Nadia, Fatima, Miral. Diretto da Julian Schnabel (Lo Scafandro e la Farfalla), sceneggiato e tratto dal libro di Rula Jebreal, giornalista, scrittrice e compagna del regista (ebreo-americano). Prodotto da Tarak Ben Ammar che lo distribuisce il 3 settembre con la sua Eagle Pictures.

Diceva Jean Renoir, esordisce Schnabel che: “Ognuno al mondo ha le sue ragioni ma nessuno ha ragione abbastanza”. E lui da ebreo-americano ha sentito l’urgenza di affrontare una storia di cui non si era mai occupato. “Non ero mai andato in Israele – ci dice Schnabelnon avevo mai affrontato la questione medio-orientale. Adesso è arrivato il momento. Certo non è un caso, l’incontro con Rula ha permesso la nascita di Miral. Ma io ho voluto girare questo film non per dare l’ennesima versione dei fatti sull’invasione israeliana in Palestina, sulla guerra dei sei giorni, sui trattati di Oslo firmati e mai mantenuti, ma per dire che ogni nostra azione è politica. Tutto quello che facciamo è politica, basta dire quello che pensi. Quindi ho sentito una responsabilità. Ho letto il libro di Rula e mi sono detto: “Io ho la responsabilità politica come individuo di raccontare questa storia attraverso un film e farla arrivare a più gente possibile”. Come dice Judah Magnes, leader della comunità ebraica, “Non sono pronto a cercare di ottenere giustizia per gli ebrei se ciò implica l’ingiustizia per gli arabi”. Commenta Tarak Ben Ammar: “Questo è il senso del film che è stato prodotto da francesi, diretto da un ebreo-americano, scritto da una palestinese. Le differenze culturali aumentano l’intelligenza e se i messaggi passano attraverso il cuore, la mente si apre”.

Rula Jebreal che esperienza è stata per lei, vedere la sua vita rappresentata sul grande schermo e raccontata alla gente? “Lo sapevo – afferma la splendida giornalista – che sarebbe stata una esperienza molto dolorosa per me. Tornare in Palestina, rivedere certi posti. Ma io nel 2003 ho scritto questo libro “La strada dei fiori di Miral” e l’ho fatto per mia madre, per mio padre e per la mia insegnante che mi ha salvato la vita accogliendomi nella sua scuola quando mia madre si è suicidata e facendomi capire che l’unica strada che dovevo percorrere era quella della tolleranza. Miral è la storia di una grande terra vista da una piccola ragazzina. Mi premeva mettere in evidenza che le vittime nei conflitti – in tutto il mondo – sono maggiormente i bambini e le donne. Quindi una donna come Hindi, la mia insegnante, che ha creato una scuola che raccoglieva tutti gli orfani palestinesi donandogli amore e anche una eccellente cultura e ciò che ha fatto la differenza per me e molti altri. Una persona colta, intelligente, che ha ricevuto una istruzione può farsi una vita. Chi non ha niente, per esempio per una donna, o si sposa a 13anni o finisce nelle mani di fanatici religiosi. Voi mi sapete rispondere sul perché nel 2010 in Iran una donna è condannata alla lapidazione per avere avuto un rapporto sessuale prima del matrimonio? Solo l’ignoranza può permettere che la gente tolleri una bruttura, un orrore così disumano. Voglio ringraziare Julian per avere fatto il film perché per potere andare avanti, per guardare al mio futuro dovevo tornare nel mio passato. E, nonostante, il dolore che ho provato nel rivedere il mio Paese e i luoghi dove sono cresciuta, mi sono sentita protetta. Io sono una privilegiata. Ricordatevi però che ci sono ancora tante Miral nel mondo che aspettano giustizia!”.

Il cast del film merita veramente come minimo di essere nominato, sono tutti eccezionali. A cominciare da Hiam Abbass ovvero Hindi, attrice che abbiamo visto in Il giardino di limoni; Miral/Freida Pinto; Nadia/Jasmine Al Massri; Fatima/Rula Blal; Jamal/Alexander Siddig oltre a Willem Dafoe, Vanessa Redgrave e Stella Schnabel, figlia del regista. In Miral è Lisa una ebrea fidanzata con un palestinese. Praticamente una reietta.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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