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Milla Jovovich a Venezia presenta Cymbeline, il nuovo adattamento dell’opera di Shakespeare

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

03/09/2014

All’interno della sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato Cymbeline, il film diretto da Michael Almereyda che rivisita un’opera teatrale di William Shakespeare composta nel 1609 e pubblicata nel 1623. Dopo i diversi adattamenti di Romeo e Giulietta, Macbeth o Amleto, il regista americano sceglie una delle opere meno nota dell’autore inglese, che racconta la storia di Cimbelino, Re di Britannia e i suoi tre figli, due maschi e una femmina. I due figli maschi sono stati rapiti venti anni prima e il sovrano lascia il regno ad Imogene,  non avendo più notizie di Guiderio e Arvirago, e si risposa con una donna giovane. Per ottenere l’eredità e soddisfare i desideri del padre, Imogene deve sposare Cloteno, ma è innamorata dell’amico di infanzia, così viene reclusa nelle sue stanze anche quando Cimbelino parte per l’esilio. 

Gli interpreti Milla Jovovich, John Leguizamo e il giovane Anton Yelchin, hanno incontrato la stampa internazionale insieme al regista, per raccontare la loro esperienza sul set. “E’ un film americano, abbiamo lavorato in modo molto diretto e volevo che la storia fosse più intima e meno rumorosa, rivolta all’esterno rispetto alle altre interpretazioni di Shakespeare. Ho avuto un cast fantastico disposto ad essere coinvolto in questa impresa a basso budget” ha iniziato Almereyda, seguito dagli attori che hanno spiegato il loro approccio con Shakespeare per preparare i loro ruoli. Anton Yelchin nel film interpreta Cloteno e ha dichiarato: “Abbiamo studiato i dialoghi cercando di capirli. Si tratta di una tradizione britannica precisa, e conoscendo i personaggi con il dialogo si assume maggiore libertà. Bisogna accettare l’opera, e portarlo oltre. Mi piace tanto il mio personaggio, pieno di tessuto. Di solito si scoprono giovani che litigano con la madre e vogliono fare del male, ma fatti da Shakespeare si capisce la teatralità di questo personaggio. Con Michael abbiamo parlato di molte altre interpretazioni fatte per avere l’idea giusta di come renderlo in scena”.

Milla Jovovich è la giovane Regina e ha parlato soprattutto della difficoltà di approccio al linguaggio inglese del passato per fare il suo personaggio nel modo migliore: “La lingua mi ha intimorita, ma anche interessata. Quando si fa un film non è come a teatro, ma occorre consolidare le emozioni fin dall’inizio ed entrare in sintonia con il personaggio. Per fare questo ho cercato di tradurre i dialoghi nel linguaggio della regina. Per me il linguaggio era bello e divertente. Una persona mi ha spiegato una citazione che non capivo ed è stato bello lavorare con persone meravigliose e capire fino in fondo quest’opera, semplificando le parole. Come attrice trovo una magia nel giocare con le parole, scovando il sottotesto. Shakespeare è pieno di parole ed è stato così bello trovare questo sottotesto”. Lo abbiamo già visto nel celebre Romeo + Giulietta di Leonardo DiCaprio e in altri adattamenti di Shakespeare, ma John Leguizamo anche lui nel cast del film, ha dichiarato: “Ho già fatto Shakespeare diverse volte, ma ogni volta è una sfida. Mi piace lo sguardo di Almereyda di Shakespeare, una visione più naturale e più comprensibile anche per i giovani. Per esempio io quando ho visto la versione di Zeffirelli da ragazzo ho capito veramente Shakespeare. Come attore si lavora per dare l’aspetto di conversazione a Shakespeare, soprattutto per noi americani che cerchiamo di rendere i suoi scritti più accessibili”.

Infine il regista ha sottolineato il motivo della sua scelta stilistica e narrativa di Cymbeline, continuando: L’emozione data da Shakespeare è radicalizzata nella lingua. Penso che il testo sia importante come punto di partenza per il film. Bisogna distillare la lingua, non distruggerla. Non ci sono altri come lui, per rilevanza e i valori perenni di cui parla. E’ difficile fare un film da Shakespeare, ma fa parte di una tradizione netta, la tradizione degli  adattamenti in tutto il mondo e io sono contento di farne parte. Questo è un dramma poetico, cercavo di trovare una vitalità per dare anche agli attori la libertà di esprimere le loro emozioni. E’ la storia di una famiglia disfunzionale”.

Scritto da Letizia Rogolino
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