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Milano Letale Vallanzasca: gli Angeli del Male

Attualità, Recensioni

06/09/2010

Dopo Romanzo Criminale, Michele Placido torna agli anni Settanta con la storia di Renato Vallanzasca fonte di ispirazione per un film di genere sullo stile di Romanzo Criminale con cui il regista sviluppa un divertente crossover narrativo.

Con la collaborazione diretta del suo straordinario protagonista Kim Rossi Stuart ai dialoghi e alla sceneggiatura del film, Vallanzasca – Gli Angeli del Male viene presentato a Venezia in tutta la sua formidabile carica esplosiva.

L’evoluzione rispetto alla pellicola sulla Banda della Magliana tratta dal romanzo di Giancarlo De Cataldo è evidente, sebbene i punti di contatto restino tanti: a partire dalla storia di un piccolo criminale dai grandi sogni che un po’ convinto di essere Robin Hood, un po’ gangster metropolitano ha temporaneamente ‘conquistato’ la Milano degli anni Settanta con una serie di spettacolari rapine e sequestri. Placido conferma di essere un grande regista di attori scegliendo un cast notevolissimo su cui svettano un impressionante Filippo Timi e un affascinante Francesco Scianna rivelatosi, proprio l’anno scorso a Venezia con Baaria.

Vallanzasca non vuole essere uno spaccato di quegli anni, né tantomeno un’analisi di costume di un’epoca, bensì un film di intrattenimento popolato di donne bellissime come Valeria Solarino da cui non si riesce a staccare lo sguardo per la sua bellezza e una seducente Paz Vega.

Violento, spettacolare, esplosivo, Vallanzasca – Gli Angeli del Male segue la parabola del protagonista senza cercare facili assoluzioni e mostrandone la fierezza e spietatezza nell’uccidere e – comunque – nel raggiungere sempre lo scopo prefissatosi. Un po’ come i recenti Nemico Pubblico interpretato da Vincent Cassel e Public Enemies con Johnny Depp il carisma e l’innegabile simpatia del protagonista e le sue ragioni vengono mostrate senza che queste vadano ad alleggerire il carico della sua colpa.

Ci sono i delitti e ci sono i castighi di Vallanzasca raccontato da Placido come un uomo pronto a tutto pur di difendere le proprie scelte sbagliate e letali.

Un film decisamente nuovo nell’asfittico panorama del cinema italiano legato al genere, che riprendendo la grande tradizione delle produzioni degli anni Settanta, sorprende lo spettatore con la sua scansione temporale perfetta, il suo ritmo e la sua capacità di messinscena di anni decisamente ormai lontani della storia del nostro paese.

Una pellicola forte e travolgente che con tutto il suo carico di energia e di violenza porta, comunque, lo spettatore a riflettere e a rimanere spaventato dall’escalation di violenza di un’epoca segnata dalle amare gesta di banditi senza scrupoli.

Un grande lavoro sulla recitazione degli attori, sulla cura del dettaglio, sulla costruzione progressiva di una storia vintage che ha aperto ferite ancora non del tutto rimarginate fa di questo film un lavoro importante per l’industria cinematografica di questo paese che, così, scopre come si possa fare dell’ottimo cinema di genere anche in Italia. Una bella sorpresa accompagnata da un unico rimpianto per un film che evidentemente non poteva essere messo in concorso per ragioni, forse, condivisibili rispetto alla sensibilità riguardo una storia fatta di violenza e di lacrime: Kim Rossi Stuart avrebbe, senza dubbio, meritato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Film dopo film quest’attore continua inesorabilmente a sorprenderci con il suo scivolare in personaggi che lo rendono quasi irriconoscibile se non fosse per quella fisicità affascinante che caratterizza il suo stile e il suo metodo recitativo.

Vallanzasca uscirà in Italia distribuito dalla 20Th Century Fox il 17 dicembre.

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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