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Miele di Valeria Golino: Nostra Signora della Solitudine

Attualità, Personaggi, Recensioni

29/04/2013

È un esordio importante quello di Valeria Golino alla regia di un lungometraggio ispirato al romanzo Io vi perdono di Mauro Covacich. Un film coinvolgente in cui, per la prima volta, ci viene mostrato un lato apparentemente nascosto  del talento di Jasmine Trinca ritratta in maniera intima e dinamica da una regia curiosa e mai banale.

La storia e' quella di una ragazza che fa uno strano mestiere: aiuta la gente malata a morire. Un impegno che svolge con pietà, coscienza e integrità fino a quando incontra un anziano ingegnere che le chiede aiuto, ma la sua malattia e' di ben altro carattere e tutt'altro che terminale. Non si tratta di noia o di depressione, semplicemente, la consapevolezza di non avere altro a pretendere dalla vita.

Ovviamente un qualcosa che alla protagonista non può andare bene, soprattutto, perché la sua esistenza si avvita in una solitudine più marcata, condividendo il letto con uomini senza senso protagonisti di storie senza un futuro. La ragazza, quindi, si scontra con un 'paziente' tutt'altro che disponibile ad assecondare il suo schema e con quale condividere una serie di paure in un crescente gioco di ambiguità fino a quando entrambi prenderanno decisioni destinate a sconvolgere per sempre le rispettive esistenze.

Pieno di sottotesti che arricchiscono la storia, mai scontato Miele è la prova della possibilità per il cinema italiano di un respiro internazionale estremamente coraggioso e moderno: una pellicola che si aggrappa al dinamismo sensuale di un'inedita Jasmine Trinca di cui la Golino, con grazia, mostra bellezza e determinazione. Un personaggio nuovo che vedano coinvolto in un gioco mai scontato, fondato sulla solitudine che come un angelo della morte la obbliga ad aiutare gli altri, sostenendoli nell'ora più difficile.

Un film solitario e rarefatto in cui perfino i colori caldi della luce del sole, appaiono filtrati da un velo esistenziale in cui lo sguardo della protagonista osserva le vite degli altri con compassione e determinazione. Non un esordio qualsiasi , ma la prima tangibile prova del talento di Valeria Golino anche come regista e soprattutto come autrice dal piglio internazionale, dallo sguardo lucido e attento capace di restituire all'intero film, la sincopata e dinamica angoscia della sua protagonista. 

Scritto da Marco Spagnoli
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