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Michael Mann

31/07/2006

A più di vent'anni dall'esordio della serie televisiva Miami Vice, Michael Mann, regista di film come Heat, The Insider e Alì è tornato a lavorare sulle avventure dei due agenti sotto copertura Sonny Crockett e Ricardo Tubbs "Per colpa di Jamie Foxx" Scherza il cineasta americano "Mentre giravamo Collateral Jamie mi ha continuamente sollecitato a riprendere in mano il lavoro dell'epoca." Spiega Michael Mann che - afferma – di non avere mai pensato prima a questa possibilità. "Perché avrei dovuto?" continua il regista "Quello show aveva esaurito la sua vita." Poi, però, qualcosa è scattato dentro Mann che – scartata l'ipotesi di riprendere gli attori della serie originale Don Johnson e Philip Michael Thomas ha scelto per i loro ruoli rispettivamente Colin Farrell e – ovviamente - lo stesso Jamie Foxx, aggiungendo al cast anche l'icona del cinema cinese: Gong Li al suo debutto sul set di un blockbuster hollywoodiano. Miami Vice arriverà nei cinema italiani dal 6 ottobre distribuito dalla UIP.

Cosa l'ha convinta a portare Miami Vice sul grande schermo?
Sono sempre stato affascinato dall'idea del lavoro sotto copertura in un mondo di droga, armi, software piratato, medicinali contraffatti dove anche gli esseri umani sono continuamente contrabbandati e venduti al di là dei confini dei singoli stati.
Era questo il mio interesse principale e per questo motivo ho voluto fare un film basato su quella che era l'idea originale della serie Miami Vice nello script di Tony Yerkovich. Improvvisamente ho sentito molto forte l'impulso di dare nuovamente vita proprio a ciò che mi attraeva nel 1984 e renderlo ancora più interessante e marcato nel 2006.
Che differenza c'è tra la serie televisiva e il film dal punto di vista narrativo?
Abbiamo tentato di liberare l'elemento più adulto mettendo in mostra quello che c'è di fascinoso quando lavori sotto copertura in un mondo dove il tuo distintivo non conta e - anzi - rischia di farti ammazzare. Desideravo vedere i protagonisti al limite delle proprie possibilità: volevo che Crockett e Tubbs si trovassero dinanzi a qualcosa di estremo dove puoi sopravvivere soltanto grazie alla tua intelligenza e lungimiranza. Soprattutto se ti stai infiltrando in un'organizzazione che può permettersi di spendere molto sotto il profilo dell'intelligence. Qualcosa che il telefilm non aveva mai affrontato con tanta determinazione. Abbiamo anche voluto esplorare elementi che non potevamo toccare in televisione perché - si sa - si vive sempre un certo senso di autorestrizione quando lavori ad una serie televisiva. Abbiamo messo in mostra l'elemento sensuale delle psicologie dei due protagonisti.
In questo senso si spiega la scelta di Gong Li?
Ho sempre voluto lavorare con lei: sin da quando l'ho vista per la prima volta in Lanterne Rosse e Sorgo Rosso e sono rimasto choccato dal suo lavoro. E facevo bene: è un'attrice così professionale che più il suo lavoro diventa complicato più sembra divertirsi. E' – in assoluto - una delle migliori attrici del pianeta e la mia aspettativa nei suoi confronti è stata ripagata al cento per cento.
Eppure il suo inglese non è perfetto…
Lo so, ma quando l'ho conosciuta la prima volta sapevo che questo non rappresentava un problema. Il fatto che lei non parli bene inglese non conta. Gong Li può fare assolutamente tutto quello che vuole. Per me lei e la sua fiera etica di lavoro sono stati una rivelazione. Mi dica lei quale altra attrice non solo impara una lingua, ma - per problemi fonetici – è pronta a muovere i muscoli del suo viso in maniera differente per arrivare a pronunciare le parole in maniera giusta. Gong Li è decisamente unica.

Scritto da ADMIN
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