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Melancholia, la fine del mondo secondo Lars Von Trier

Attualità

17/10/2011

Presentato durante lo scorso Festival di Cannes, Melancholia è senza dubbio il film più controverso di questa stagione. Non sono un segreto per nessuno le dichiarazioni rilasciate da Lars Von Trier durante la conferenza stampa francese, che oltre a provocare grave imbarazzo a produzione e cast, sono costate al regista l’espulsione dalla kermesse. La giuria non ha però punito la pellicola, complessa, intricata come quasi tutti i lavori di Von Trier, ma che ha il pregio particolare di lasciar emergere Kirsten Dunst, premiata appunto con la Palma d’Oro come Migliore Attrice.

Nona pellicola che il regista presenta durante la manifestazione francese, è anche la prima in assoluto a segnare il suo debutto nel mondo della science-fiction, genere da lui sempre accuratamente evitato. E’ bene dunque distinguere il Von Trier polemico e scandaloso, dal regista che ci regala una pellicola dal tema catastrofisistico affrontato però con delicata poesia.

“Una grave minaccia sta per abbattersi sulla Terra: il pianeta Melancholia si sta avvicinando e, benché il mondo scientifico inviti all'ottimismo, il rischio di collisione e di distruzione totale del globo terrestre sembra praticamente inevitabile. Due sorelle, Justine e Claire reagiscono alla possibilità della morte imminente in maniera completamente diversa, la prima rassegnata e disperata, la seconda combattiva ed incredula....”. Lars Von Trier e la fine del mondo: il regista si confronta con questo tema analizzando le reazioni di due donne completamente diverse: fragile, depressa, terrorizzata Justine, (Dunst) incapace di accettare la realtà e determinata a resistere Claire (Charlotte Gainsbourg). La sceneggiatura, stando alle dichiarazioni del regista deriva da ciò che ha imparato dal suo analista, ovvero che una persona infelice reagisce in maniera molto più pacata ad una catastrofe rispetto ad una normale.

Non mancano nell’introduzione del film, una lunga sequenza di presentazione dei personaggi e del pianeta Melancholia, citazioni cinematografiche, su tutte quella de Il Cacciatore ( il matrimonio tra Justine e Michael ). “Melancholia è dieci volte più grande della Terra. Mi piaceva l'idea di essere inghiottiti da questo pianeta- ha dichiarato Von Trier - ho letto da qualche parte che è proprio una delle virtù del romanticismo, la volontà di essere purificati morendo. In qualche modo il film potrebbe essere paragonato a Titanic , tutti sanno già come va a finire, la barca sta affondando”.

“Non è così infernale lavorare con Lars – ha commentato di recente la Dunst a proposito della leggenda che vorrebbe il regista particolarmente ‘cattivo’ con le sue attrici – parla poco, dopo ogni scena ti scrive bigliettini con i suoi suggerimenti . Mi è piaciuto lavorare con lui, ci girerei un altro film domani”. Il suo personaggio, Justine è una ragazza che soffre di depressione, lo stesso ‘male oscuro’ contro il quale l’attrice ha combattuto anni fa. Interrogata sull’argomento però la Dunst non ha voluto giustamente rilasciare dichiarazioni particolarmente approfondite sull’argomento. Ora dopo l’arrivo in sala, per il film inizia la corsa verso gli Oscar. Curioso il Riuscirà Melancholia a far dimenticare le vicende del suo autore all’Academy? La Dunst si augura di sì e commenta definitivamente la vicenda: “Lavorare con un artista fuori dagli schemi, significa correre dei rischi”.

Nel cast troviamo anche Alexander Skarsgard, Kiefer Sutherland, Udo Kier e soprattutto Charlotte Gainsbourgh, che con il regista aveva già lavorato nel controverso Antichrist.

In Italia Melancholia approderà questo Venerdì, distribuito da Bim.

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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