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Mel & Arnold, Hollywood perdona, ma il pubblico?

Attualità, Personaggi

18/05/2011

Incidenti di percorso. Succede a tutti, anche se da qualcuno non te lo aspetteresti mai. Chi l'avrebbe detto solo un paio di anni fa che due super star, due icone della maschilinità 'wasp' come Arnold Schwarzenegger (nella foto con l'ex moglie) e Mel Gibson avessero dei segreti, piuttosto squallidi per la verità, da nascondere? Proprio loro, due lottatori indomiti senza macchia e senza paura, eroi a tutti gli effetti del sogno americano, il primo venuto dall'Austria e l'altro - nato in Usa, ma trasferitosi ancora bambino -  dall'Australia. Entrambi baciati dal successo planetario grazie all'America liberal e aperta, culturalmente e socialmente, agli uomini di buona volontà e di talento di ogni continente. Schwarzy scala il successo grazie al suo fisico da body builder che lo incorona Mr. Universo e grazie al matrimonio con una Kennedy, nipote del mitico JFK, e rampolla di una delle famiglie più importanti di quel grande paese. Mel invece deve la sua leggenda a George Miller, che l'ha voluto in Mad Max. Due cuori impavidi senza dubbio, ma anche due capitani coraggiosi capaci di navigare con enorme successo nelle acque infide di Hollywood. Palle e talento da vendere. Il successo di entrambi è stato enorme. A Schwarzenegger, detto anche Terminator o Conan il Repubblicano, si apre una carriera politica a dir poco folgorante. Viene eletto Governatore dello Stato della California, lo stato più ricco del pianeta. E, se non ci fosse quel piccolo problema di un certificato di nascita austriaco, quasi certamente sarebbe stato uno dei principali candidati per la corsa alle Presidenziali. Nelle file repubblicane, ovviamente. Stesse simpatie politiche grosso modo per Mel, anche se alcuni giornalisti lo vogliono molto più oltranzista. Ricchissimi tutti e due. Mel principalmente grazie alla sua 'visione' integralista della Passione di Cristo che gli ha fruttato qualche centinaio di milioni, ed Arnie, che nonostante abbia perso decine di milioni per fare il Governatore invece della star, ha comunque una fortuna accumulata negli anni precedenti. Ma qualcosa nella felice e fortunata viva di questi due non comuni mortali non ha funzionato. Forse un piccolo meccanismo, o magari un piccolo ingranaggio, si è rotto. Mel, che qualche precedente di intemperanze fisiche e verbali già le aveva, ha dato uno spettacolo terrificante di violenza domestica, e per questo è stato giustamente condannato a 36 mesi con la condizionale, il che significa che la prossima volta dovesse succedere qualcosa del genere andrebbe dentro come un razzo. Arnie, marito e padre esemplare, nonché interprete di commedie action per famiglie come True lies, Un poliziotto alle elementari, Junior etc. ha svelato (dopo essere stato scoperto) al Los Angeles Times di avere un figlio di dieci anni da una domestica. Questo il motivo della separazione, avvenuta pochi giorni prima, dalla moglie dopo 25 anni di matrimonio (e tre figli). Matrimonio ovviamente saltato anche per Braveheart, anche se il suo, con la cantante russa, era ancora fresco di qualche mese. E comunque aveva provocato la fine del precedente matrimonio, dopo trenta anni e sette figli, con la moglie australiana Robyn. Si potrebbe obiettare, come in Italia alcuni sostengono, che il privato non si tocca. In America non funziona così. Il privato dei personaggi pubblici, che siano attori, giocatori o politici, conta. Adesso Mel Gibson sta tentando una difficile risalita al festival di Cannes, grazie ad un film non particolarmente riuscito, che comunque potrebbe essere emblematico della sua situazione (la storia di un uomo che si esprime tramite un pupazzo) e grazie soprattutto alla sua amica Jodie Foster che sta promuovendo più lui che il film, mentre Terminator è ancora in mezzo al guado. Si sta muovendo, forse troppo in fretta, annunciando una valanga di progetti, dalla serie animata Governator (dove lui darà la voce e le sembianze ad un supereroe che ha una doppia vita?!), al reboot di Terminator, al drammatico Cry Macho (il titolo sembra uno scherzo, ma è vero) dove interpreterà un 'anziano' addestratore di cavalli. L'ultima parola spetta al pubblico.

Scritto da Piero Cinelli
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