questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

MeDigital: i mercati e le coproduzioni

23/04/2009

Quali sono oggi le possibilità di dialogo e di collaborazione tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, nel delicato settore dell'industria culurale audioviva? Questo il tema del Convegno organizzato dalla Regione Lazio e che ha visto avvicendarsi nella maratona di tre giorni moltissimi operatori delle due sponde. Quali sono le affinità e le differenze, e cosa in concreto si può fare per incrementare, in alcuni casi far iniziare, gli scambi di idee, di prodotti, di esperienze, di know how, nel settore audiovisivo? Un discorso estremamente attuale oggi, agli albori di quella rivoluzione digitale destinata ad accellerare il processo di globalizzazione e quindi a ridurre ulteriormente gli spazi delle industrie locali. Tra manager, personaggi delle istituzioni, professori e varie associazioni, sono emersi alcuni dati molto interessanti. Importantissimo il lavoro delle Associazioni, che in assenza di solidi rapporti commerciali ed istituzionali, sembrano essere le presenze più attive nel 'territorio'. A cominciare da APIMED, rappresentata dal vicepresidente Mohamed Charbagi, un'associazione di circa 400 produttori indipendenti del Mediterraneo, sostenuta dal Governo Catalano e con sede a Bercellona, con l'obiettivo di preservare i valori della cultura mediterranea tramite le opere cinematografiche e audiovisive. APIMED è impegnata sia nella diffusione online di tutte le informazioni che interessano questo settore, e sia nellìorganizzazione del Festival di Sitges, che si tiene ogni anno ad ottobre, e che rappresenta una tradizionale vetrina ed un importante mercato per le opere prodotte nelle aree del Mediterraneo. Inoltre Golda Sellam ha spiegato come Cinelink orienti le produzioni sia dell'area sud-mediterranea che di quella subsahariana per accedere ai finanziamenti europei o a eventuali coproduzioni. Anche perché questi paesi, nella stragrande maggioranza, non hanno un sistema statale di finanziamento. Infine Alessandra Paradisi, Segretario Generale di Copeam-Conferenza permanente dell'audiovisivo mediterraneo, ha illustrato il grande portale "Med-Mem", con un enorme archivio video, che sarà pronto nel 2011, dove verranno ospitati circa 4mila video messi a disposizione da INA, Rai, oltre ad Algeria, Marocco e Giordania. A livello istituzionale il paese più attivo della sponda sud mediterranea sembra essere il Marocco, che, come è stato descritto dal rappresentante del Centro per il Cinema Marocchino Kamal Mouline, investe molte risorse sia nella realizzazione di Festival cinematografici (una cinquantina tra cui quello internazionale di Marrakech), in un Fondo per aiutare la produzione di film locali e per favorire la lavorazione di film stranieri in territorio marocchino, ed infine per ammodernare, favorendo la realizzazione di multisale e multiplex, il parco sale nazionale, che negli ultimi anni si è ridotto della metà. Luciano Sovena Amministratore di Cinecittà e Istituto Luce ricorda i profondi legami che esistono tra il cinema italiano ed il Marocco e la Tunisia, da sempre le location più gettonate dalle produzioni italiane (tra l'altro il film La casa sulle nuvole, di prossima uscita e distribuito appunto da Istituto Luce, è stato girato in Marocco), che hanno portato alla realizzazione già da qualche anno a Casablanca, di una Scuola dei Mestieri del Cinema, sovvenzionata da Luce e da Regione Lazio con la finalità di formare maestranze locali da impiegare nelle produzioni internazionali che sempre più spesso scelgono il Marocco.

Nicola Maccanico, vicedirettore di Warner Bros. Italia, come rappresentante di una major estremamente attenta all'evoluzione dei mercati locali (la Warner è la più attiva tra le major nella produzione di film italiani) fa un'interessante esame dell'evoluzione dei concetti di global e glocal, e come i grandi mercati emergenti come quello cinese, indiano, brasiliano accanto a quello americano, rendano sempre più urgente la creazione di un mercarto europeo e possibilmente di un mercato euro-mediterraneo, che possa dare maggiore forza alla produzione italiana ed a quelle dei nostri vicini. In sostanza la globalizzazione non può soddisfare anche le esigenze locali, mentre le espressioni locali, se restano in ambiti troppo ristretti, non hanno possibilità di trovare nessuna attenzione in ambiti più ampi. Da questo la necessità di allargare il concetto di glocal e di costruire un mercato euro-mediterraneo. In questa direzione la digitalizzazione e la rete possono diventare le grandi alleate di questo processo, indispensabile per tutti.
Il richiamo più appassionato è arrivato dal regista egiziano <b>Ahmed Atef </b>che ha definito il dialogo tra l'Europa e i paesi musulmani "un'emergenza". "Dopo l'11 settembre il rapporto è diventato un' emergenza per difendersi dalle posizioni estremiste innescate da Bin Laden e George W. Bush".

Scritto da ADMIN
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA