questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Maya Sansa: “al cinema siamo molto diversi dai cugini francesi”

24/11/2013


In Francia ha sbancato il botteghino 'Molière in bicicletta' di Philippe Le Guay, quasi un film di cappa e spada sulle assi di un teatro ideale. Il film presentato al Festival di Torino si segnala per il ritmo, che nella visione del regista dovrebbe avvicinarlo a 'Scaramuche'. Incontriamo il regista e la protagonista femminile, la nostra Maya Sansa, da anni impegnata quasi esclusivamente in produzioni d'oltralpe; e' l'occasione per osservare i nostri campioni d'incassi e fare qualche riflessione sui diversi gusti del pubblico.

Maya di fronte ad un incasso stellare del re della commedia Zalone, il più visto di tutti i tempi nelle sale italiane, viene da pensare se un successo al botteghino francese ha Moliere nel titolo... Cosa ne pensi tu?
Noi italiani abbiamo uno scarso senso di appartenenza culturale. Vi faccio un esempio, io in Francia ho una tessera mensile che con 20 euro mi permette di vedere quanti film voglio, come mai di fronte alla crisi della sala, di cui si parla da anni non si pensa ad una strategia simile anche da noi?
In Francia poi si parla di ingressi alla Sala, di numero di spettatori, non solo di 'incassi'. Ecco allora che il nostro film e' stato visto da oltre un milione di francesi, che sempre oltre otto milioni di euro significa come incasso totale, ma non ti pare che culturalmente suoni meglio?

E lei Le Guay come giudica la differenza di approccio alla sala?
Credo che sia tutta una questione di pubblico finale e di come e' educato ad una certa fruizione. Nel senso che in Francia certamente lo spettatore quando va al cinema e' in cerca di svago, evasione, ma si aspetta anche di ricevere nel prezzo del biglietto, un messaggio, una storia osservata da un punto di vista particolare, una riflessione suggerita che non termina con i titoli di coda. Ecco spiegato il successo al botteghino di una storia che parla della messa in scena di una pièce di Moliere. Non c'è nessun pregiudizio, nessuna paura nel trovarsi in una sala dove due attori stanno provando ad interpretare un pezzo del 1667.
Anche perché il moderno misantropo, incarnato in maniera perfetta da Fabrice Luchini, e' disposto a farsi praticare una vasectomia di cui certa ente non ha bisogno, piuttosto che correre il rischio di mettere al mondo, a questo mondo, un figlio... Più misantropo e più attuale di così si muore....

 

 

 

Scritto da Titta Digironimo
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA