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Matthew McConaughey: “Ecco perché il mio film vi piacerà”

Anteprime, Attualità, Interviste, Personaggi

28/01/2014

Arriva in Italia con il suo carico di emozione e passione 'Dallas buyers club', presentato al Festival Internazionale del Film di Roma ed ora in piena corsa per la Notte degli Oscar. Il protagonista Matthew McConaughey ce ne parla nella tappa romana della sua promozione che proprio nella Capitale gli ha fatto incontrare anche il nostro Paolo Sorrentino, protagonista della notte degli Oscar con 'La grande Bellezza'. Sarà un buon viatico per una doppia statuetta? Scopriamolo...

Matthew qual'e' stata la parte più difficile in questo film?
La parte più difficile e' stata riuscire a realizzarlo. La sceneggiatura ha viaggiato per venti anni da produttore a produttore prima di arrivare ad essere un film; e' stata rifiutata 137 volte, anche a noi sono venuti a mancare i soldi 5 settimane prima delle riprese. Quanto a me, sono stato affascinato dalla rabbia contro cui combatté questo uomo, combatté contro la morte, contro l'FBI... insomma tutta la rabbia che ha lui in diverse prospettive e' stata la cosa più difficile da mostrare per me.

Sembra un film in cui crede molto a livello personale, non è così?
Decisamente. la sceneggiatura mi e' arrivata circa cinque anni fa. Nessuno era coinvolto nessuno, regista attori... Ma mi sono detto: devo farlo! Poi sono passati alcuni anni e ogni anno mi dicevo lo farò, lo farò... Sulla sceneggiatura ho scritto... Ha le zanne e mi ha azzannato!! Poi un bel giorno mi sono detto, in autunno lo farò. Ormai non ci credeva più nessuno, e invece poi e' arrivato il regista, ma mancavano i soldi. Non abbiamo mollato, nessu o ci credeva, ci siamo imposti di farla, di non cedere, di avere la spinta per farlo. Io ho cominciato a perdere chili, venti, e il miracolo di mettere insieme pezzo dopo pezzo il budget e' diventato realtà.

Perché non piaceva ai produttori? E poi lei come ha fatto a perdere quei venti chili?
Ci sono molte cose che non convincevano gli Studios, che ti dicono vogliamo investire ma poi vogliamo i soldi indietro...
In effetti io ho perso circa ventitré chili ma non la mia energia. E' stata un percorso che ho fatto con precisione militare. Mi sono dato quattro mesi, ho vissuto da eremita, sono stato circondato dalle stesse cose di cui si circondava lui nel film. Ovviamente ero sotto stretto controllo medico. Poi devo dire che per quanto perdessi energia dal collo in giù tutta la restante andava dal corpo in su. La voglia di vivere dal corpo andava alla sua mente che diventava come un uccellino affamato nella mia mente che sublimava la potenza persa dal corpo.

Le case farmaceutiche sono l'oggetto della denuncia di questo film. Questo ha inciso sui problemi di realizzazione?
Non credo che abbia inciso in quel tipo di problemi. Quello che voglio dire e' che nel 1986 l'AIDS era una malattia su cui si poteva e si sapeva fare poco. I medici non avevano tante alternative, non è che tenevano la soluzione nascosta da qualche parte. Ai gruppi di interesse interessava anche poco. Quest'uomo da solo ha fatto talmente tanto casino cercando da so,o di sopravvivere, sapeva che c'erano cure alternative che in molti casi funzionavano e ha sollevato la polvere fino a che al Congresso si sono svegliati e la ricerca ha potuto prendere una direzione e diversa. Poi se una persona e' affetta da una malattia terminale perché si deve impedirgli di tentare di giocare la sua partita con le carte che vuole? So anch'io che in alcuni casi queste cure funzionano ed in altri no. Questo film e' importante perché parla del 1986 ma parla di oggi.

Ha qualche aneddoto che vorrebbe raccontare dal set di questo bellissimo film?
Per quello che riguarda la lezione di vita che ho appreso da questo personaggio e' chiese vuoi una cosa la devi fare da solo. Sul set non è che ci siano stati tanti rapporti. Con Jared ci siamo presentati solo dopo la fine delle riprese. Io è lui durante le riprese non avevamo tempo, voglia ecc. Quando finivamo di lavorare tornavamo alle nostre vite ma non c'era tempo per il resto in quei 25 giorni di riprese.

Recita in più film da Oscar? Si sente pronto per la notte delle stelle?
Si riferisce al film di scorsese, si ma io non ho fatto 'Wolf of wall Street', ho lavorato a quel film solo cinque giorni...
Ok racconto una storia. Quando ho scoperto che Scorsese mi cercava mi sono ricordato che nel 1994 studiavo suo film di Martin Scorsese....
Andando all'audizione a casa sua mi chiedevo se fosse tutto vero. Mentre cominciavo a conoscerlo meglio capivo perché quell'uomo era riuscito a fare certi film. Oltre a conoscere il cinema e' una persona molto simpatica, spiritosa, divertente e quella scena che avete visto - o spero vedrete - con me e Leonardo che sostanzialmente improvvisiamo cantando o biascicando una specie di Mantra... Beh e' stata buona la prima.

La candidatura sarebbe arrivata anche senza i 23 chili in meno?
La portata alla quale si può spingere un uomo non significa che faccia arte. Si esprime ma non fa arte per forza. Il fatto che io abbia perso tutto quel peso poteva impressionava ma non è' un film su di me che sono dimagrito, ma è un film su quel meraviglioso personaggio, sulla sua storia vera. Credo che lo percepisca il pubblico e la nomination sia dovuta a quello. Anche Jared ha fatto un percorso simile al mio. Non penso molto all'oscar, sono solo molto orgoglioso di questo film e mi sto godendo questo periodo in giro per il mondo a raccontare come lo abbiamo realizzato. Questo film parla da solo in effetti.

Ha visto la grande bellezza? Pensa abbia chance per tornare a casa con una statuetta?
Non ho visto il film ma ieri sera ho cenato con il regista e ieri sera ci siamo detti: ciao e ci vediamo agli Oscar...

Cosa pensa della sua carriera se si guarda alle spalle?
Credo che sia stato tutto una combinazione di eventi. Circa quattro anni fa ero ad un punto in cui mi piacevano i miei ruoli, ma che potevo e dovevo fare di più. Dovevo ricalibrare la mia carriera e renderla simile alla vita di allora. Era avventurosa, piena di scosse, ecco ho cercato di aggiungere quella scossa alla mia carriera artistica. Cercavo una sfida vera. Un ruolo che mi facesse sentire mancare il terreno sotto i piedi. Allora ho cominciato a dire no a molti generi di film. Mia moglie mi ha detto vedrai che non ti offriranno più niente... Ed in effetti e' stato così per circa un anno. Il filone, quel filone si era esaurito, ma... Sono diventato un padre, e mi sono goduto il fatto di esserlo. Poi sono venuto un mente a molti colleghi registi, come una buona idea... Ecco ero la buona idea per molti nuovi progetti ed eccomi qui. Comunque il fatto che abbia creduto in me e nella mia famiglia e' una cosa che mi da una grande soddisfazione.

Che ruolo cerca nel suo futuro?
Non so esattamente cosa cerco. Mi piace la fase costruttiva del cinema, mi piace andare a fare il mio lavoro sul set. Continuerò a cercarlo quel ruolo. Il lavoro degli ultimi anni mi sprona a cercare di andare sempre avanti e migliorare. Lincoln Lawyer e' stato un punto di svolta, anche con Dallas buyers club siamo ad un punto di svolta. Non mi piace molto guardare i film, ma amo molto realizzarli, finché qualcuno mi dice che il film e' finito e posso andare a casa.

Scritto da Titta Digironimo
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