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Matteo Garrone sentito dai pm napoletani

Attualità

15/05/2012

Domani Matteo Garrone partirà per Cannes, dove il suo film Reality, unico titolo italiano in concorso, verrà presentato venerdì, ma ieri il regista di Gomorra è stato chiamato in Procura a Napoli, sentito come teste dai magistrati che indagano su una presunta tangente da 20 mila euro che, secondo quanto sostenuto dal pentito Oreste Spagnuolo, sarebbe stata imposta alla produzione del film di Garrone dal clan camorristico dei Casalesi, per autorizzare le riprese del film nella zona di Castel Volturno. Il presunto fattaccio risale al 2007, anno in cui avvennero le riprese di Gomorra, ed è tornato di attualità in seguito alla pubblicazione del libro-intervista firmato dalla giornalista Daniela De Crescenzo, Confessioni di un killer, in cui il pentito Oreste Spagnuolo racconta anche la vicenda del film girato apparentemente all'ombra della camorra. Matteo Garrone ha sempre negato queste supposizioni, e lo ha confermato ai magistrati napoletani, negando di aver pagato alcuna somma di denaro alla camorra, pur riconoscendo di aver incontrato Alessandro Cirillo, capo di una fazione dell'organizzazione camorristica, senza sapere chi fosse Cirillo, né che si trovasse agli arresti domiciliari.

Anche Spagnuolo, sentito separatamente dagli stessi magistrati, ha confermato la sua versione dei fatti, ovvero che il clan ha preteso il pagamento di una autorizzazione a girare, senza essersi resi conto che il film era tratto dal libro dell'odiatissimo Saviano. "Se avessimo saputo che si trattava del film tratto dal libro di Roberto Saviano non avremmo chiesto il pizzo. Avremmo bloccato le riprese", ha commentato Spagnuolo.

Scritto da Piero Cinelli
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