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Matilde Bernabei

Attualità

06/07/2007
Grandi contenuti per grandi eventi

Per Lux Vide il mercato globale fa parte del Dna. Una vocazione naturale, confermata regolarmente da scelte produttive di grande impegno e di qualità massima, oltre alla scelta di soggetti 'universali'.


Figlia di Ettore Bernabei, fondatore e presidente della Lux, e direttore generale Rai dal 1961 al 1974, Matilde Bernabei è al timone di Lux Vide,  la casa di produzione di fiction in formato colossal, specializzata in grandi eventi seriali di genere storico, religioso, letterario. "Come i ventuno episodi della Bibbia" precisa la Bernabei "che abbiamo esportato in tutto il mondo, in ben 140 Paesi, raggiungendo un pubblico planetario".
Qual è la filosofia di partenza?
"Tutto è nato dall'idea di produrre film che avessero valori costruttivi, che trasmettessero elementi positivi, da portare in modo diretto alla mente e al cuore del pubblico, oltre naturalmente a divertirlo. Nei nostri prodotti c'è sempre una quota aggiunta di patrimonio culturale e valoriale.
E' per questo che i nostri film sono più difficili da scrivere, pensando non solo all'adrenalina, ma alla costruzione di storie importanti, che mettano in gioco tematiche alte, capaci di far riflettere".
Una definizione lampo della Lux Vide?
"Una scommessa vinta. Perché vediamo che il pubblico non solo gradisce ma si aspetta da noi sempre prodotti di altissima qualità. Naturalmente cerchiamo, nella trasmissione dei valori di cui parlavamo prima, di non essere né troppo didattici né noiosi. E poi siamo specializzati nella tv degli eventi".
Ce ne parli meglio.
"Mi riferisco alla realtà delle grandi co-produzioni. Sono davvero pochissimi a farne, perché è molto difficile coniugare il 'sentire' di tanti Paesi in un unico progetto destinato a fare il giro del mondo".
L'esempio più recente è Guerra e Pace, che viene proiettato il 6 luglio al Roma Fiction Fest.
"Ecco, in questo caso abbiamo coinvolto ben otto Paesi. Non è facile lavorare ad una sceneggiatura che tenga conto delle identità culturali e di pubblici così diversi, e senza far perdere potenza ai dialoghi, alla struttura. Sono coinvolti i maggiori network europei e, per la prima volta in assoluto, perfino Canal Russie, che finora non aveva mai tentato un'esperienza simile. Un grande sforzo comune. Guerra e Pace, tra l'altro, la vedremo in un'unica maratona di otto ore consecutive al festival della fiction!".
Anche da punto di vista del casting non dev'essere stato semplice…
"Tutt'altro, abbiamo interessato attori di dieci Paesi. Per fortuna il romanzo permette un largo margine di movimento, i personaggi sono tanti".
Il vostro prossimo progetto punta, invece, l'obiettivo, su un personaggio solitario ma cruciale della moda e del costume.
"Coco Chanel, un importante progetto insieme alla Rai, ma sono coinvolte anche France2 e LifeTime, il primo canale femminile statutnitense. Un progetto, anche questo, che testimonia le ottime capacità realizzative italiane nella fiction internazionale. La Rai resta una base produttiva essenziale, la Lux è poi la preparatrice e la realizzatrice del progetto".
Avete una sorta di comitato di garanzia?
"Si tratta di un gruppo di esperti che ci seguono per un certo tipo di eventi, ma naturalmente realizziamo anche le serie italiane. E' solo un altro tipo di lavoro, che ha anch'esso le sue garanzie costruttive. Voglio ricordare, con orgoglio, che abbiamo vinto un Emmy Award (quello vero, non l'International)…".
Dove va la Lux Vide?
"Vogliamo continuare a fare ottima tv in grado di aggregare altri Paesi, e sottolineare la qualità del made in Italy, che secondo noi è rappresentato, oltre che dalla moda, anche dalla fiction. Il nostro è un lavoro lungo, costruito pazientemente nel tempo e con maestranze straordinarie. Per gli attori italiani, inoltre, è una maniera efficace di farsi conoscere all'estero".
Scritto da ADMIN
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