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Massimo Bonetti

Attualità

06/07/2007
Gioco di squadra

Massimo Bonetti, presente con il cast de La Squadra al Roma Fiction Fest, ci parla del suo Pietro Guerra, un personaggio-simbolo e veterano della serie, presente fin dai primissimi episodi, che l'attore ha scandagliato in oltre 200 appuntamenti col pubblico.

Duecento episodi non sono pochi, anzi, per la precisione sono tutti, e non è un paradosso. Perché Massimo Bonetti, alias ispettore Pietro Guerra, è una delle colonne portanti de La Squadra, antesignano e apripista dei serial polizieschi, ed una delle colonne, a livello di audience, di Raitre. La Squadra ci ha presentato, in otto stagioni, i volti di protagonisti del nostro teatro, cinema e televisione come Renato Carpentieri, Massimo Wertmüller, Tony Sperandeo e, appunto, Massimo Bonetti, che nel serial è identificato ormai per sempre con Pietro Guerra. "Un personaggio simbolico de La Squadra" conferma l'attore, che nell'altrettanto emblematico Commissariato Sant'Andrea, se si può dire, professionalmente è davvero cresciuto. "Senz'altro" annuisce l'attore. "Un lavoro, episodio dopo episodio, che mi ha maturato. E ai ritmi con cui abbiamo girato la serie! Il lavoro sul set è stato sempre ad altissima velocità realizzativa". Piscinola, la location di tutta la serie, l'attore ama ormai definirla con passione "la fabbrica del miracolo. Siamo arrivati a realizzare fino a otto-dieci scene al giorno, che sono un'enormità, terminando un episodio in due settimane, fra esterni e interni".
Bonetti torna a definire ancora meglio il suo personaggio: "Guerra è un 'carattere' completo, in calibrato bilanciamento tra azione e riflessione, che ho avuto modo di scandagliare in oltre 200 episodi e quindi da moltissimi punti di vista. Lo apprezzo molto, e mi ci trovo veramente bene nei suoi panni". L'attore precisa, inoltre, che gli otto anni de La Squadra non sarebbero stati possibili senza il lavoro ("veramente eccezionale") svolto da tutto il cast artistico e tecnico. "Un autentico valore di base" prosegue "che ha conferito a La Squadra una confezione da cui ne è conseguito il successo riscosso finora. Dai registi agli sceneggiatori al direttore della fotografia… Vorrei citare almeno Itala Scandariato… Mario Di Pace, straordinario scenografo che è riuscito a compiere quei miracoli - durante la frenetica  lavorazione - di cui parlavamo prima".
Bonetti parla di qualità del prodotto e La Squadra, con gli anni, è in effetti cresciuta dal punto di vista della fattura, dalle tecniche di ripresa al ritmo del montaggio, alle psicologie, sempre più ricche e sfumate, dei personaggi.
E a proposito della presenza dell'ultima stagione del serial al Roma Fiction Fest, cioè della fiction portata nella sala cinematografica, afferma: "La Squadra non ha nulla da temere nel confronto col grande schermo, cioè col linguaggio del cinema, e trovo interessante l'esperimento di questo Festival, che mescola proprio la tv con il cinema. E poi ormai il confine tra i due mezzi e linguaggi è sempre più sfumato, spesso invisibile. Se prima si è iniziato a portare il cinema in televisione, trovo giusto che adesso si faccia anche il contrario".   
Scritto da ADMIN
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